di padre Domenico Rossi
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 giugno 2025.
11a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 38-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Il vangelo di oggi ci invita a diventare veri operatori di pace, ci invita a porgere l’altra guancia a chi ci dà un ceffone. Gesù ci domanda di subire passivamente? Ma quando Gesù era in tribunale dal sommo sacerdote Caifa, un servo gli ha dato un ceffone, Gesù non ha porto l’altra guancia, ma ha domandato al servo: perché mi percuoti? Gesù vuole che noi rispondiamo cercando il bene di chi ci ha fatto del male. La nostra risposta deve essere una risposta d’amore. Il perdono non ci chiede di dimenticare. Il Papa San Giovanni XXIII dice che la storia è maestra di vita. Anche la nostra storia personale. San Giovanni della Croce ci chiede di purificare la memoria, purificare è distaccarsi da ogni esperienza vissuta o subita, avere un cuore puro da ogni attaccamento al nostro io, cercare sempre e solo Gesù. Il perdono mi rende libero e capace di non lasciarmi condizionare dall’altro. Mi rende capace di guidare la mia reazione nella pace e proporre al fratello un cammino di pace. Il perdono rafforza la nostra intelligenza e volontà e libertà di cuore per trovare strade nuove e ricucire la relazione con gli altri nell’amore e giustizia. Il perdonare chiede la forza della pazienza, Gesù ci consiglia di fare due chilometri con chi ci chiede di farne uno con lui. Il contadino ha la pazienza di attendere che il seme cresca, fiorisca e fruttifichi, così noi dobbiamo avere la pazienza di attendere che il perdono dia i suoi frutti. La pazienza e la generosità sono frutti della nostra preghiera. Del nostro tempo passato in adorazione.
Preghiamo
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Auguro a tutti una buona e santa giornata!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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