Caffè di venerdì 20 giugno 2025

di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 giugno 2025.

11a settimana del Tempo Ordinario.

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 6,19-23)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Dio ci ha dato un cuore capace di desiderare, cercare e amare… un cuore inquieto – come dice sant’Agostino – che muove ogni nostra energia alla ricerca di qualcosa o qualcuno che lo appaghi, la ricerca di un tesoro che davvero lo soddisfi.

E gli occhi – altro grandissimo dono di Dio – ci consentono di guardare e conoscere tante cose da desiderare e dei veri tesori da conquistare.

Occhi e cuore, dunque, vanno a costituire un connubio che coinvolge quotidianamente – nelle piccole o grandi cose – tutto il nostro essere e il nostro agire… per questo il Signore, nel brano evangelico, ci invita a essere vigilanti verso quei doni che lui stesso ci ha fatto: non ci chiede di escluderli o sacrificarli, ma di educarli e dirigerli verso ciò che davvero vale, ciò che davvero può appagare e realizzare l’esistenza.

“Se il tuo occhio è semplice”, limpido, trasparente, “tutto il tuo corpo sarà luminoso”… ecco perché è importante saper guardare tutto e tutti con lo sguardo di Dio, quello sguardo che penetra la verità e la bellezza di ogni realtà, senza farsi condizionare da interessi personali, doppi fini o appagamenti materiali.

Questo sguardo, privo delle ombre o addirittura delle tenebre, ci consente, anzitutto, di guardare ed essere grati per tutto ciò che abbiamo; in secondo luogo, di scegliere quel tesoro per cui valga davvero la pena di spendere tutte le proprie energie, quel tesoro che “né tarma né ruggine consumano”, quel tesoro che è Cristo… colui “che non toglie nulla, ma dona tutto!”, come amava dire Benedetto XVI.

In questo modo, tutta la nostra vita avrà un senso e il nostro cuore avrà la pace e l’appagamento tanto desiderati, perché “dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”.

Preghiamo
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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