Caffè di lunedì 23 giugno 2025

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 giugno 2025.

12ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7, 1-5)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

A volte possiamo rimanere colpiti da alcune pagine del Vangelo, che ci sembrano provocatorie o non facili da capire. Ad esempio qui Gesù, per comunicare un messaggio di misericordia e di perdono, sceglie un tono severo ed esigente. E poi in alcuni passi dice di non giudicare, mentre in altri ci rimprovera se non siamo capaci a giudicare le cose (Lc 12,56). Lui stesso dice che è venuto per giudicare (Gv 9,39), e poi altrove che non viene a giudicare ma a salvare (Gv 3,17; 12,47).

Come possiamo capire bene il suo messaggio di giudizio e misericordia? La tradizione della Chiesa ha condensato un principio fondamentale nella celebre frase: “si giudica il peccato, non il peccatore”. E le parole di Gesù – “non per giudicare ma per salvare” – ci suggeriscono che il giudicare è sbagliato quando è sinonimo di condannare, quando tende alla condanna, mentre lo scopo vero del giudizio è la salvezza e la conversione. Già nell’antico testamento, il Signore rivela: “non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.

Ma nel Vangelo di oggi Gesù ci offre ancora due osservazioni interessanti, due correlazioni preziose.

La prima – grande e impressionante – è che noi abbiamo il potere di dare a Dio la misura con cui noi stessi saremo giudicati: quella con cui noi per primi giudichiamo gli altri. Se ci pensassimo di più, ci verrebbe più facile essere comprensivi e misericordiosi.

La seconda è che togliere la nostra “trave”, cioè combattere il nostro peccato, non solo fa bene a noi, ma ci aiuta anche a vedere e giudicare meglio la situazione degli altri. Riconoscere e ricordare il nostro peccato, le nostre debolezze, ci fa più indulgenti verso gli altri. Chi è troppo severo, forse non ha ancora visto la sua trave. Chi ha uno sguardo puro, un cuore puro, giudica con benevolenza.

Preghiamo oggi il Signore che ci renda umili e misericordiosi, come è misericordioso il nostro Padre dei cieli.

Preghiamo.
Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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