Caffè di martedì 1 luglio 2025

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 luglio 2025.

13a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,23-27)

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?».Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Sicuramente ognuno di noi ha una pagina del Vangelo che sente più vicina, che lo tocca particolarmente. Anche i santi, pur amando il Vangelo nella sua totalità, non nascondevano di essere catturati e ispirati da alcune parole di Gesù in modo speciale. Tra questi, alcuni testi conquistarono profondamente l’anima di Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. La Santa di Lisieux non si limitava a leggere il Vangelo con devozione: lo viveva, lo interiorizzava, lo interpretava senza finzioni né artifici, fino a farne esperienza personale.

Uno dei brani che la colpiva profondamente è quello della tempesta sedata. Quando Teresa si imbatte in questo episodio evangelico, non lo contempla da spettatrice: lo riconosce come specchio della propria vita interiore. Il sonno di Gesù sulla barca sbattuta dalle onde diventa per lei simbolo del silenzio di Dio di fronte alle sue sofferenze personali. Il cuore, come quella barca in mezzo alla tempesta, si ritrova agitato, pieno d’ansia, scosso da pensieri e prove interiori.

Trovandosi in lotta contro le onde della tentazione, vorrebbe che Gesù fosse sveglio, che intervenisse subito ad aiutarla. Tuttavia, Teresa è certa che quel sonno è solo apparente e provvisorio. Vedendo il Signore riposare, anziché svegliarlo per le proprie necessità, è contenta che finalmente il Signore stia riposando, lui che pensa solo agli altri, rinunciando al riposo personale. Anzi, sapendo che “Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Mt 8,20), vorrebbe che Gesù adagiasse la sua testa sul suo cuore e sentisse che lì è riconosciuto e compreso!» (LT 137). Non lasciamoci turbare da ciò che ci agita interiormente, ma sopportiamo con fiducia e pazienza, nella consapevolezza che Gesù agisce anche quando sembra dormire nella nostra barca interiore.

Teresina non si limitò a leggere le pagine del Vangelo che le stanno più a cuore, ma divenne pagina viva. L’abbandono fiducioso nel Signore è parte del suo messaggio spirituale e del suo stile di vita. Come lei, anche noi siamo chiamati non solo a leggere il Vangelo canonico, ma a trasformarlo in Vangelo vivente, a farci noi stessi Vangelo.

Preghiamo.
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti.

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