Caffè di martedì 8 luglio 2025

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 luglio 2025.

14a settimana del Tempo Ordinario.
Novena alla Madonna del Carmelo.

Testi liturgici e canti per la Madonna del Carmelo:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,32-38)
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi toccano un argomento scottante, sempre irrisolvibile e di estrema attualità per la vita della chiesa: l’incolmabile e spesso frustrante sproporzione tra l’immensità e l’abbondanza della messe e il numero esiguo degli operai disposti a rimboccarsi le maniche per sudare sotto il sole e raccogliere i covoni di grano maturo. Non siamo più abituati a vedere dei contadini lavorare nei campi per la mietitura che, proprio in questi giorni d’inizio estate, sta ormai terminando. Nel nostro mondo iper-tecnologizzato ingombranti e rumorosi macchinari sostituiscono il lavoro che un tempo era svolto – con molta fatica, certamente, ma anche in un clima di festa e quasi secondo le regole di una liturgia – da molte persone. Gesù, molto probabilmente, aveva partecipato all’esecuzione di questo lavoro nei campi della Galilea. Ed è forse per questa ragione che Gesù sceglie questo lavoro agricolo, non tanto per spiegarci come si miete nel campo di Dio, ma piuttosto quali devono essere le attitudini del mietitore, chiamato a dare la sua vita – non soltanto il lavoro di qualche settimana – perché le spighe mature siano raccolte, custodite e nessun chicco di grano vada perduto.

Il Vangelo ci parla di quattro fondamentali atteggiamenti, per essere mietitori a tempo pieno come Gesù: l’infaticabilità, la compassione, l’umiltà e la preghiera. Gesù che, percorre città e villaggi, chiede di lavorare senza sosta, senza mai fermarsi in un luogo, tanto è urgente spostarsi altrove perché il vangelo del Regno sia annunciato, i malati guariti e il demonio scacciato. Gesù chiede compassione, quasi un dolore viscerale che sale fino al cuore, per un campo da mietere che sembra un gregge senza pastore: sbandato e senza meta, senza guida, stanco e sfinito. Gesù chiede ai suoi operai di non sentirsi mai migliori e più forti del padrone della messe: il lavoro sarà sempre tanto e gli operai sempre pochi. Gesù chiede quindi di affidarsi a lui, il Signore, perché accresca il numero degli operai e affinché, dove non arriviamo noi – perché pochi, perché pigri, perché distratti da altri lavori più gratificanti – arrivi lui, con la sua grazia, più potente del nostro impegno, delle nostre strategie, dei nostri progetti. Chi forse sta pensando che queste parole siano rivolte solo ad alcuni addetti ai lavori, si sbaglia. Proprio oggi la chiesa ricorda i santi Aquila e Priscilla, una coppia di sposi cristiani, ferventi collaboratori dell’apostolo Paolo nell’annuncio del Vangelo. Insomma: c’è lavoro per tutti, anche per chi pensa di avere già fatto tanto o non abbia nulla da fare. Preghiamo perché non manchino mai operai santi nel campo di Dio.

Preghiamo
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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