di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 luglio 2025.
15a settimana del Tempo Ordinario.
Santa Teresa di Gesù di Los Andes, carmelitana.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,25-37)
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
La parabola del “Buon Samaritano” è meravigliosa!
Quale è il fine? Ereditare la vita eterna! Il traguardo fondamentale di ogni cristiano ha radici divine ma allo stesso tempo molto umane: Dio fonte di ogni bene e il servizio del prossimo. Non è scontato né banale; Dio che amiamo a parole si incarna nel prossimo. Ci vogliono tempo, voglia, soldi, pazienza e soprattutto un cuore che si sappia far coinvolgere dalla situazione di necessità e affrontarla nel nome di Dio. Più grande è il traguardo -la vita eterna con Dio-, più grande sarà l’impegno per raggiungerlo.
Questo episodio lo trovo incoraggiante per trovare il coraggio di farsi prossimo di chi esce malconcio a causa di qualsiasi sofferenza ma soprattutto a causa dei peccati che, come briganti, ci spogliano di tutto, soprattutto della nostra dignità di figli fatti a immagine e somiglianza, fatti buoni e belli agli occhi di Dio. Mi è più facile curare un corpo che medicare un animo ferito; mi scanso e vado oltre per non entrare in un mondo complesso che – come posso immaginare- non potrò risolvere tutto e subito, ma se entro e l’altro mi fa entrare so che sarà un grande dispendio di tempo e di energie e dovrò lasciarmi coinvolgere rinunciando a qualcosa di me stesso.
Come fare?
Uso le parole di una giovane santa carmelitana: Teresa di Gesù de Los Andes che si ricorda oggi; questo è l’entusiasmo e l’atteggiamento giusto per essere buon samaritano, per amare Dio con tutto noi stessi e il prossimo.
“Solo Gesù è bello; Egli solo può rallegrarmi. Lo chiamo, lo piango, lo cerco dentro la mia anima. Desidero che Gesù mi macini interiormente, affinché diventi un’ostia pura dove Egli possa riposare. Voglio essere assetata d’amore perché altre anime possiedano questo amore. Che io muoia alle creature e a me stessa, affinché egli viva in me.”
Preghiamo
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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