Caffè di mercoledì 16 luglio 2025

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 luglio 2025.

15ª settimana del Tempo Ordinario.
Per i Carmelitani: Solennità della Madonna del Carmelo.

Testi liturgici e canti per la Madonna del Carmelo:

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25-27)

In quell’ora: stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

La devozione alla Vergine del Carmelo non nasce né da un episodio evangelico – come, ad esempio, l’Annunciazione o la Visitazione – né dal ricordo di un dogma mariano – come la divina maternità di Maria, la sua concezione immacolata o la sua assunzione in cielo – e neppure dalla memoria di un’apparizione in un luogo – come è il caso di Lourdes, Fatima o Guadalupe – o, neppure ancora, da qualche particolare avvenimento – come, ad esempio, a Loreto o a Częstochowa. Il culto alla Madonna del Carmelo trae le sue origini dal proposito di alcuni uomini che scelsero di vivere come Gesù, nella stessa terra dove egli aveva vissuto. Questi uomini – probabilmente pellegrini, penitenti, cavalieri e crociati provenienti dall’Europa – stabilirono, verso la fine del XII° secolo, la loro dimora in una valle ai piedi del Monte Carmelo, in Palestina, decidendo di vivere come eremiti, ad imitazione del profeta Elia, che in quei luoghi aveva vissuto e operato.

Dopo un certo tempo questi eremiti, la maggior parte dei quali laici, e di cui neppure conosciamo il nome, chiesero ad Alberto, vescovo di Gerusalemme, di scrivere per loro una regola di vita, che è poi la Regola del Carmelo. Il dono di questo testo – denso ed essenziale – può essere considerato come la data di nascita dell’Ordine carmelitano. La Regola del Carmelo presenta un obiettivo – “vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e a lui servire con cuore puro e buona coscienza” – e alcuni mezzi, semplici, ma non meno esigenti, per raggiungerlo: la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, la preghiera in comune, la meditazione in solitudine della parola di Dio, il lavoro, il silenzio, il combattimento spirituale, la correzione fraterna… Tra le poche prescrizioni pratiche indicate dal Vescovo c’era quella di costruire un oratorio per la preghiera comune. E i nostri eremiti non ebbero alcuna esitazione a dedicare quella piccola, e primissima chiesa carmelitana, a Maria, la madre del Signore.

Come l’apostolo Giovanni, il discepolo amato di cui ci parla il Vangelo di oggi, compresero che per “vivere in Cristo, amare il Signore con tutto il cuore e il prossimo come sé stessi”, così come richiesto dalla Regola, non c’era via più semplice che custodire Maria tra le cose più care e accoglierla nella propria casa, anzi costruirle una casa. Quegli uomini scelsero Maria come Madre, Regina e Sorella da cui imparare a conservare e meditare ogni cosa nel proprio cuore e così arrivare a seguire Cristo e a servirlo, là dove il Signore li avrebbe chiamati, fosse anche sotto la croce, con cuore puro e buona coscienza. Quegli uomini, come una vite rigogliosa da cui sarebbero nati nei secoli successivi frutti di santità, scelsero Maria e le sue virtù, come un abito di cui rivestirsi, un’armatura sicura contro le insidie del male, una porta per entrare in cielo.

Preghiamo.
Assisti i tuoi fedeli, Signore, nel cammino della vita, e per l’intercessione della beata Vergine Maria, nostra madre e regina, fa’ che giungiamo felicemente alla santa montagna, Cristo Gesù, nostro Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Buona festa della Madonna del Carmelo a tutti!

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