Caffè di venerdì 18 luglio 2025

di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 luglio 2025.

15ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-8)

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Questo episodio è molto noto. I Farisei sono sempre pronti lì a criticare Gesù e i suoi discepoli per il loro comportamento non sempre ligio al sabato o ad altri momenti della legge di Mosè. Ma Gesù difende molto bene i suoi discepoli spiegando ai Farisei che la legge conosce anche eccezioni, come le aveva sfruttate Davide con i suoi. E nessuno lo aveva condannato. Non solo, ma ricorda loro che i sacerdoti stessi lavorano proprio di sabato e non fanno peccato. Cosa che avviene anche ora fra noi cristiani; noi sacerdoti lavoriamo più la domenica che gli altri giorni e non facciamo peccato.

Ma Gesù aggiunge una osservazione molto teologica e giuridica in riferimento all’autore e al giudice della legge: «Ora io vi dico che qui vi è uno (cioè proprio Lui Figlio di Dio e Giudice universale) più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”»! Perché dice così? Perché se l’avessero compreso non avrebbero giudicato male uomini buoni che hanno semplicemente fame.

Perciò li saluta e li congeda…dicendo un “buon appetito” ai suoi apostoli.

Preghiamo.
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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