Caffè di lunedì 28 luglio 2025

di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 luglio 2025.

17ª settimana del Tempo Ordinario.
Beato Giovanni Soreth, carmelitano.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,31-35)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Il Vangelo odierno riporta due delle cosiddette parabole del Regno di Dio. Dando per scontato che per Regno di Dio possiamo intendere in parole povere il governo che Egli desidera esercitare nella nostra vita per donarci il nostro vero bene, sempre che lo lasciamo operare, le parabole di oggi mettono in evidenza l’aspetto principale che le accomuna e che caratterizza appunto il suo Regno: il tema della crescita.

La crescita sotto diversi punti di vista. Ad esempio oggi nel caso del granello di senape che da più piccolo di tutti i semi diventa un grande albero, si evidenzia della crescita l’aspetto della sua espansione misteriosa: l’uomo può solo prendere atto, ma non può comprendere come ciò avvenga. Nel caso del lievito che fa fermentare la pasta, l’aspetto della crescita è inteso piuttosto come una forza invisibile che trasforma dall’interno la realtà sia delle persone che delle cose.

In entrambi i casi ciò che emerge veramente è l’invito che Gesù fa a chi lo segue, ai suoi discepoli, quindi anche a noi, in altri termini a coloro che sono disposti ad ascoltarlo davvero – ed è per questo che parla in parabole – ad aprirsi ad una dimensione che va oltre la nostra capacità umana di comprensione razionale, ma che pure è dentro di noi.

Una dimensione che definiamo mistero, non inteso però come qualcosa che non possiamo conoscere, ma piuttosto come ciò che opera Dio in chi si apre con fiducia alla sua azione, per crescere sempre più nella consapevolezza che la verità sta nell’esperienza del suo amore. Ed allora lo stupore per questo processo di crescita misterioso, potente e inarrestabile che constatiamo in noi e intorno a noi sarà davvero la nostra forza, ciò che alimenta la nostra fede in Lui, Gesù, nostro Signore.

Preghiamo.
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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