Caffè di martedì 29 luglio 2025

di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 luglio 2025.

17ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei Santi Marta, Maria e Lazzaro.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

C’è un rimedio all’affanno e all’agitazione; c’è un segreto per custodire «la parte migliore che non ci sarà tolta», cioè la relazione con Cristo. Il rimedio o il segreto è racchiudo in un verbo: “accorgersi”. Un verbo che fa fatica a trovare spazio nel nostro quotidiano.

Noi, influenzati anche dal mondo che abitiamo, siamo più propensi ad altri verbi che indicano piuttosto il fare e il rimboccarci le maniche, siamo la generazione del “tutto e subito”, del risultato concreto e immediato. “Accorgersi”, quindi, sembra un verbo banale e quasi sterile. In realtà, da ciò che ci suggerisce la pagina evangelica di oggi e l’esperienza di Marta, Maria e Lazzaro è proprio la necessità di fermarci e riconoscere una presenza: questo è ciò che conta.

Non si tratta, di fronte a questa pagina evangelica, di schierarci dalla parte di Marta o di Maria o, peggio, decretare chi faccia meglio delle due. “Accorgerci” è la grande sfida che ci attende oggi come discepoli, è «la sola cosa necessaria»: sentirci custoditi dalla presenza e dall’amore di Dio, lasciarci raggiungere da lui. Solo così non ci faremo inghiottire dalle cose da fare, il nostro sguardo verso gli altri non sarà di giudizio, non avremo la pretesa di essere sempre noi al centro dell’attenzione.

Chiediamo allora oggi il dono di accorgerci della presenza di Dio. Lui ci attende in ogni situazione, in ogni persona, in ogni occasione, lui è pronto a dimostrare il suo amore per noi e ci chiede di essere pronti ad accogliere e donare questo amore per rimanere dentro la relazione con lui: la sola cosa necessaria di cui abbiamo veramente bisogno.

Preghiamo.
O Dio, il tuo Figlio
ha richiamato Lazzaro dal sepolcro alla vita
e ha accettato l’ospitalità nella casa di Marta:
donaci che, servendo fedelmente i nostri fratelli,
siamo nutriti con Maria dall’ascolto della sua parola.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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