di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 luglio 2025.
17ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Sant’Ignazio di Loyola, presbitero.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,47-53)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Alcune pagine del Vangelo ci sembrano più difficili da accettare come buona notizia perché pensiamo che la misericordia di Dio e il suo Amore siano sinonimo di tolleranza e accondiscendenza. Però Gesù è molto chiaro rispetto al bene e al male; pur ricorrendo certe volte a un linguaggio apocalittico, non viene meno al compito di coniugare amore e verità, perché ha un rispetto totale per la libertà umana. In questa pagina, ad esempio, non ci sono dubbi sulla distinzione fra “buoni” e “cattivi”: “Io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta” (Ez 18,30).
Gesù si riferisce alla “fine del mondo”, al giudizio finale che Dio opererà su ciascuno, come affermiamo nel Credo. Il giudizio del Signore si fonda soprattutto sull’amore, come ci dicono altre pagine del Vangelo. Ricordiamo le parole di San Giovanni della Croce: “Alla sera saremo giudicati sull’amore” (alla sera della nostra vita, ma anche ogni sera; alla fine di ogni giornata siamo invitati a fare un esame di coscienza che parta soprattutto dalle parole di Gesù: mi ami tu?).
Il giudizio è descritto con una metafora molto semplice: i pescatori raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Non è l’immagine di un premio e di un castigo, ma la distinzione tra una vita eucaristica (donarsi in pasto perché l’altro viva) e una vita inutile, priva di senso. È un lavoro di separazione, come fa il creatore nella prima pagina della Genesi separando la luce dalle tenebre, le acque dalla terra asciutta e così via. È un discernimento che possiamo anticipare in momenti quali gli esercizi spirituali, la preghiera personale o l’esame di coscienza, distinguendo, separando il bene dal male, i desideri dello Spirito dai desideri della carne. In questo modo – anche se spesso pensiamo al giudizio finale solo legato alla morte – impariamo a collegare la luce della Parola nel tempo che ci è donato alla scelta di vivere, e di vivere in pienezza, come ci esorta a fare il libro del Deuteronomio: “Io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male…scegli dunque la vita”.
Preghiamo.
O Dio, che hai chiamato sant’Ignazio di Loyola
a operare nella Chiesa per la maggior gloria del tuo nome,
concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio,
di combattere in terra la buona battaglia della fede
per ricevere con lui in cielo la corona dei santi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.