di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 agosto 2025.
17ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Sant’Alfonso Maria de Liguori, vescovo e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,54-58)
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
“Nemo profeta in patria” è un’espressione così vera da essere diventata proverbiale. L’hanno sperimentata i profeti, ma anche persone comuni, spesso incomprese — forse per invidia o gelosia — nel proprio paese.
È troppo banale e poco straordinario, per alcuni, ascoltare il figlio del falegname di Nazaret. Eppure, il Cristo, che discendeva dalla famiglia del re Davide, dà prova della regalità del quotidiano.
Oggi Gesù ci raggiunge nelle persone che ci stanno accanto: con il consiglio di un padre, con la correzione di una madre…
La grazia di Dio è illimitata, ma alcuni ostacoli le impediscono di agire liberamente.
Su ogni cammino si incontrano ostacoli che spuntano sul sentiero come pietre d’inciampo e che, maldestramente, urtiamo.
È difficile lasciar agire la Grazia davanti a un pregiudizio, perché il pregiudizio è la superba convinzione di conoscere già e di sapere di più.
Nella sua prima lettera ai Corinzi, San Paolo scrive che il Cristo crocifisso «è scandalo per i Giudei» (1Cor 1,23), ma in realtà il vero scandalo per ogni uomo è la chiusura alla Grazia di Dio. Nei cuori dove regna il pregiudizio, Dio non può fare molto perché non opera facendo cose diverse, ma suscitandone di nuove in quelle quotidiane che sono già davanti ai nostri occhi. Cristo fa “nuove tutte le cose” (Ap 21,5). Gesù non ci fa fuggire dalle persone con cui viviamo, ma rinnova quelle persone.
Mettiamoci in ascolto per non correre il rischio di perderci la Rivelazione e accogliamo ogni insegnamento di Gesù, riconoscendo nella sua umanità e concretezza la sua divinità.
Concludo con un’altra espressione divenuta proverbiale: “chi prega si salva, chi non prega si danna”, attribuita a Sant’Alfonso di cui celebriamo oggi la memoria liturgica. Il Santo che compose inni religiosi come “Tu scendi dalle stelle” ci aiuti a pregare e lodare sempre Gesù come nostro Dio e Signore.
Preghiamo.
O Dio, che fai sorgere nella tua Chiesa
forme sempre nuove di santità,
fa’ che imitiamo l’ardore apostolico
del santo vescovo Alfonso Maria de’ Liguori,
per ricevere la sua stessa ricompensa nei cieli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti.
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.