di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 agosto 2025.
18ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
La nostra vita non dipende da ciò che si possiede. Il Signore Gesù nel Vangelo di questa domenica ci ammaestra con una verità che riguarda il fondamento della nostra esistenza. E pertanto, non è semplicemente un piccolo insegnamento morale. Il richiamo, infatti, a non attaccarci alle nostre ricchezze, ci deve far riflettere più profondamente sulla natura della nostra stessa vita.
Sono verità in un certo senso scomode, ma reali: la parabola racconta che l’uomo ricco che si gode le sue ricchezze viene smascherato nel suo delirio di onnipotenza dal richiamo di Dio. Pensiamo di far da padroni della nostra vita, ma in realtà siamo dipendenza: o dipendiamo da qualcosa che ci possiede e ci schiavizza (come gli idoli e il peccato) o da una relazione d’amore, d’amore vero che ci salva, con Dio.
Ma anche un’altra logica cattiva viene smascherata: se la verità della nostra vita è appartenere sempre di più a Dio, accumulare ricchezze per noi stessi è una grande tentazione e falsità, mentre accrescere il nostro tesoro presso Dio è l’autentica felicità, la vera vita. E il tesoro incorruttibile è la vita nell’amore.
Preghiamo.
Mostra la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce creatore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona domenica a tutti!
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