Caffè di domenica 24 agosto 2025

di padre Jeannot Souama
– Comunità di Arenzano (GE) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 agosto 2025.

21ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo Secondo Luca (14, 22-30)

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in
cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli
che si salvano?» Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché
molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il
padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a
bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so
di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua
presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi,
non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!” Là
ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e
tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e
da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel
regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che
saranno ultimi».

L’immagine della Porta a cui ricorre Gesù nel vangelo odierno tratta realmente di un
passo da fare da una realtà esterna ad una realtà interiore, più profonda, più intima
che rassicura la nostra intimità e la nostra sicurezza. Ma l’ingiunzione di Gesù,
considerando la porta come stretta, ci dimostra che la via o la strada per entrare non
è facile. Essa definisce l’impegno che è necessario per raggiungere la salvezza, una
specie di agonia, di una lotta dura, di un combattimento spirituale che comporta
fatica e sofferenze, che coinvolge tutto l’essere.

E’ proprio il senso della “Porta stretta”: per entrarvi, dobbiamo spogliarci, liberarci da tutto ciò che ci impedisce di attraversarla: il nostro orgoglio, le nostre sicurezze, i nostri peccati. Dobbiamo
intraprendere la via dell’umiltà, quella scelta da Cristo per venirci incontro, per
donarci la Sua Vita, quella in cui ci dà l’esempio: «Egli, in forma divina… spogliò se
stesso», quella del servizio e della lavanda dei piedi. Infatti, la porta stretta è la
persona stessa di Gesù: «Io sono la porta delle pecore… se uno entra attraverso di
me, sarà salvato».

Entrare per la Porta stretta è accettare di vivere nella verità di Cristo, vivere nell’amore. Non basta mangiare e bere il Corpo e il Sangue del Signore ogni domenica, ascoltare la sua Parola, moltiplicare le preghiere. Alle nostre pratiche rituale, si deve unire la vita, la carità, la giustizia e il bene. Tutti in quest’anno giubilare abbiamo fatto l’esperienza della porta santa. Essa dimostra il nostro
desiderio di andare incontro al Signore che sta sulla soglia con le braccia aperte per
accoglierci… La Porta della Salvezza è sempre aperta gratuitamente.

Oggi 24 Agosto, l’Ordine del Carmelo festeggia l’inizio della riforma. Santa Teresa di Gesù
Nostra Madre nella sua opera Castello Interiore ci insegna in quale senso Dio dimora
nelle profondità della nostra anima rappresentata come un bel castello, una bella
dimora. Per incontrarlo, dobbiamo entrare per la Porta che è l’orazione e la
conoscenza di noi stessi. Chiediamo al Signore la grazia di camminare verso lui con
gioia e senza paura.

Preghiamo.
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona giornata a tutti.

***

Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***