Caffè di sabato 30 agosto 2025

di fra Evrard-Marie Gbayonnon
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 agosto 2025.

21ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.

Testi liturgici per la Memoria di Santa Maria in Sabato:

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

l Vangelo di oggi ci parla di fiducia, responsabilità e fedeltà. Il Maestro affida i suoi beni ai suoi servi prima di partire. Dà a ciascuno secondo le sue capacità. Questo dettaglio è essenziale: Dio non chiede a tutti la stessa cosa, ma a ciascuno ciò che può realmente sopportare.

La vera tragedia di questa parabola non è che abbiamo ricevuto così poco, ma che abbiamo avuto paura di agire. Il servo che seppellisce il suo talento non capisce il cuore del suo Maestro. Vede un Dio duro, esigente mentre Dio è prima di tutto colui che si fida. Ci dà non solo dei doni, ma anche la libertà di farli fruttificare. Come cristiani, siamo chiamati a essere “servi attivi”, non guardiani paralizzati dalla paura. Il vero amore non può essere nascosto, una fede viva non può essere seppellita. Cosa fate con i doni che Dio vi ha affidato? La vostra intelligenza, la vostra capacità di ascolto, il vostro tempo, il vostro denaro, la vostra fede. Li sotterrate per paura o li offrite al servizio degli altri?

Questo testo ci giudica, ma soprattutto ci risveglia. Ci ricorda che la nostra vita è una missione. E che l’amore, se non è rischioso, non è fecondo. Il Maestro tornerà. Non ci chiederà quanto abbiamo ricevuto, ma cosa abbiamo fatto con quello che abbiamo avuto. Che ci trovi fedeli, appassionati, audaci. Allora sentiremo quelle magnifiche parole: Entra nella gioia del tuo Signore.

Preghiamo
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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