Caffè di venerdì 5 settembre 2025

di padre Giulio Camia
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno con il caffè carmelitano di oggi, 5 settembre 2025.

22a settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (LC 5,33-39)
 
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

L’ Evangelista Luca in questo brano presenta le discussioni a proposito del digiuno. I punti di vista coinvolti sono tre. Primo quello dei discepoli di Giovanni Battista che digiunano spesso e fanno preghiere, così pure, in seconda posizione, i discepoli dei farisei. Invece nel terzo atteggiamento i discepoli di Gesù che mangiano e bevono.

La domanda sottintesa alla critica mossa dagli avversari del Divino Maestro può essere così espressa: se sei veramente un profeta perché non digiuni, non fai penitenza e orazione, come i profeti dei nostri padri nell’attesa del Messia? Gesù risponde: perché io non sono soltanto un profeta ma il Messia che voi vi attendete. 

Ad altri spetta il compito di digiunare e fare penitenza, ai discepoli di Gesù quello di gioire, perché finalmente lo sposo Gesù è con loro. I giorni in cui lo sposo sarà loro tolto saranno quelli dell’attesa della sua seconda venuta, tempo di prova per la Chiesa, impegnata nel rendere testimonianza a Gesù Cristo. 

Veniamo ora alla parabola, questa ha lo scopo di indicare quali siano le condizioni richieste per il riconoscimento di Gesù come il Messia. I due momenti sono caratterizzati entrambi dall’antitesi nuovo/vecchio. Come il pezzo di tessuto nuovo rischia di strappare via il vecchio tessuto consumato, così il vino giovane non sarà al sicuro in otre di legno vecchio. In tutti e due i casi il rischio che viene corso è quello di una perdita totale, sia il vestito che il vino e gli otri non servono più e devono essere gettati via. Qui sta il carattere decisivo della parabola: chi non accoglie Gesù come il Signore che viene non avrà posto nel Regno di Dio, non servirà a nulla e sarà gettato fuori.

Preghiamo

Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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