Caffè di domenica 7 settembre 2025

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 settembre 2025.

23ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33)

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Le parole di Gesù sono sempre esigenti perché ci chiede di elevarci a Lui che si è donato a noi senza riserve e siccome l’amore con l’amore si paga, il dono deve essere totale. Gesù ha il dono della schiettezza, non dei giri di parole; usa le parabole non per addolcire il discorso ma per renderlo concreto anche se paradossale e chiede un salto di qualità riguardo all’osservanza della Legge antica.

Non devo calcolare cosa dare a Gesù ma come riuscire a darlo. In effetti siamo chiamati alla santità che vuol dire dare tutto se stessi a Dio e al prossimo ma poi in concreto preghiamo e chiediamo consiglio ai nostri pastori e alle nostre guide spirituali come fare il nostro cammino con i nostri punti di forza, i talenti e con le nostre debolezze e le nostre infedeltà.

Oggi ad Arenzano, nel nostro santuario celebriamo la solennità di Gesù Bambino di Praga e ci tengo a ricordare come Dio, Re del Cielo e della Terra si fa piccolo per noi perché noi possiamo elevarci a Lui. Cosa portare in dono come novelli Re Magi fuori stagione per esser suoi discepoli? La povertà di spirito, l’umiltà, un amore grande e totale per Lui che ci farà vedere con occhi nuovi le relazioni con le persone e il rapporto con le cose create come farebbe Lui che ama tutto e tutti, non usa niente e nessuno per il suo tornaconto ma vuole che ogni cosa si realizzi a lode e gloria del Padre celeste.

“Ti amo Gesù!”
“Ne sei sicuro?”
“Si”
“Ti prendo in parola e ti affido la mia croce, aiutami!”

Preghiamo.
O Dio, che ti fai conoscere
da coloro che ti cercano con cuore sincero,
donaci la sapienza del tuo Spirito,
perché possiamo diventare veri discepoli
di Cristo tuo Figlio,
vivendo ogni giorno il Vangelo della Croce.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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