di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 settembre 2025.
Memoria della B. V. Maria addolorata.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,33-35)
In quel tempo, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Ieri abbiamo celebrato l’esaltazione della croce e oggi la liturgia ci propone Maria addolorata. Ci sarebbero due vangeli, oggi, il primo, è quello di Giovanni, capitolo 19, con Maria ai piedi della croce e Gesù che affida Maria a Giovanni e affida Giovanni a Maria. In questo Vangelo che abbiamo appena letto, dal Vangelo secondo Luca, invece c’è la presentazione al Tempio. Abbiamo presente questa scena, queste persone che si radunano intorno a Gesù e a Maria, a Giuseppe, che si stupiscono di queste cose, che si dicono di Gesù è proprio qui; Simeone li benedice e dice a Maria delle frasi molto impegnative. Gesù è qui per la caduta e resurrezione di molti e come segno di contraddizione, è una spada trafiggerà l’anima. Maria non è semplicemente colei che ha messo al mondo Gesù. Maria vive molto di più di quanto una madre può fare con il figlio. Maria vive la missione di Gesù con una partecipazione fortissima, dall’inizio alla fine e anche dopo. La immaginiamo, la pensiamo al momento dell’annunciazione, poi alla nascita, la vita di Gesù e fino al momento della Pentecoste e lungo tutta la vita della Chiesa. E Maria sa che accogliendo Gesù non saranno solo gioie, ma ci saranno anche dolori fortissimi, come la morte e la passione di Gesù.
Cosa ci dice questa parola oggi? Dice che Gesù è appunto un segno di contraddizione, Gesù come per Maria e anche per ciascuno di noi, non è semplicemente una bella figura, una bella persona, qualcuno che ha fatto e detto delle cose belle, ma è un segno di contraddizione, col quale ci dobbiamo confrontare e dire sì o no, credo o non credo, credo che sei il figlio di Dio, che quello che hai detto e hai fatto non è finito, non si è limitato in quei pochi anni vissuti in Israele, ma è qualcosa che sconvolge completamente la nostra vita, la mia vita. E come Maria è bello lasciarci toccare da questa spada, che è dolorosa è vero, però è anche un momento di risurrezione per ciascuno di noi, Maria ha vissuto con profondità la missione e la vita di Gesù come senz’altro nessun altro ha potuto fare, anche noi siamo chiamati in un modo o nell’altro a vivere la stessa missione di collaborazione, di cooperazione con Gesù, con Maria, con la Chiesa.
Preghiamo
Signore ti affidiamo questa giornata e ti preghiamo di aprire il nostro cuore alla meraviglia della tua vita, come Maria si è aperta alla tua vita, alla tua missione. Come lei l’ha accolta, così possiamo anche noi accoglierti come segno di contraddizione, come segno di salvezza, come segno di amore e di misericordia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Buona giornata da Bangassou!
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