di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 settembre 2025.
24ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei Santi Andrea Kim e compagni martiri coreani.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,4-15)
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Sembra quasi di indovinare i pensieri degli ascoltatori dell’epoca, di fronte a questa parabola: “Quest’uomo è proprio matto!”… In effetti, nessun contadino sarebbe così poco accorto da spargere i semi di grano al di fuori del terreno buono, specialmente in un tempo e luogo dove la produzione era davvero scarsa e il “cento volte tanto” di Gesù suonava impossibile.
Sì, in qualche modo gli ascoltatori avevano ragione: quel seminatore è proprio matto… Gesù è davvero folle, se osservato con i criteri umani della produttività e della riduzione degli sprechi. Ebbene, sì: a Dio piacciono gli sprechi e non ha problemi a gettare seme anche sulla strada, tra le pietre o i rovi… e questo non perché non gli importi del seme, ma perché sa che ogni terreno accidentato o infecondo può convertirsi in terreno buono e accogliente.
Questa è la scommessa del nostro Dio, che, dall’abisso della carità, è tanto pazzo per le sue creature da fare tanta misericordia, come esclama Caterina da Siena.
In questa “bella economia dello spreco” – come direbbe un confratello – a tutti è concesso di essere terreno buono e produrre frutto con perseveranza: basta “ascoltare e custodire la Parola con cuore integro e buono”, come hanno fatto Maria, i Martiri che oggi ricordiamo, e tutti i Santi.
Preghiamo.
O Dio, che moltiplichi su tutta la terra i tuoi figli di adozione
e hai reso seme fecondo di cristiani
il sangue dei santi Andrea Kim, Paolo Chông
e dei loro compagni nel martirio,
fa’ che siamo sorretti dal loro aiuto
e ne seguiamo costantemente l’esempio.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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