Caffè di martedì 23 settembre 2025

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 settembre 2025.

25ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Pio da Pietrelcina.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8, 19-21)

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Il brevissimo brano che abbiamo ascoltato richiama alla mente un episodio gemello riportato nello stesso Vangelo di Luca, al capitolo 11. Là una donna tra la folla esclama: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato”, e Gesù risponde: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”.

In entrambi gli episodi, Gesù dà la stessa risposta, lo stesso insegnamento. E qual è questo insegnamento ripetuto per due volte? Gesù ci insegna a superare i legami di sangue per arrivare a un legame ancora più vero e più profondo: il legame del cuore, della volontà, delle scelte fondamentali della vita, di chi decide di ascoltare il Signore e di compiere la sua volontà.

Gesù non disprezza la madre e i parenti, non disprezza nemmeno il suo popolo e tutto ciò che riguarda l’antica alleanza di Dio con Israele. Però offre una parentela nuova, un’appartenenza a un popolo nuovo. Non è una famiglia e un popolo che va a sostituire e cancellare quello di prima, ma lo amplia e lo rifonda su nuove basi. Tutti – parenti e non, ebrei e non – possono essere fratelli di Gesù se lo ascoltano e lo seguono. E anche tra noi cristiani, non è tanto l’appartenenza esteriore che ci fa automaticamente fratelli di Gesù, ma è la scelta rinnovata ogni giorno di metterci in ascolto della voce di Dio e di incarnarla nella nostra vita.

Un secondo elemento che accomuna i due episodi è che in entrambi si parla della madre, Maria. Anche a suo riguardo vale quanto abbiamo detto: Gesù non rinnega il legame di sangue, ma ne mette in evidenza le basi più profonde: Maria non è veramente madre e non è beata per il fatto materiale di aver dato alla luce Gesù, ma è veramente unita a lui perché più di tutti ha ascoltato, accolto e vissuto la sua parola. Maria è davvero la madre e il modello della Chiesa, che ci aiuta a seguire le sue stesse orme dietro a Gesù. E così tutti i santi, tra i quali ricordiamo oggi in particolare San Pio di Pietrelcina.

Anche noi oggi siamo chiamati ad essere veri fratelli di Gesù in ascolto della sua parola. Il caffè carmelitano che ascoltiamo ogni giorno vuole essere un aiuto in questo cammino: ascoltare la parola di Gesù, meditarla, portarla nel cuore, metterla in pratica. Sia così per tutti noi.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
per grazia singolare
hai concesso al santo presbitero Pio da Pietrelcina
di partecipare alla croce del tuo Figlio,
e per mezzo del suo ministero
hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
per sua intercessione concedi a noi,
uniti costantemente alla passione di Cristo,
di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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