Caffè di mercoledì 1 ottobre 2025

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 ottobre 2025.

26ª settimana del Tempo Ordinario.
Santa Teresa di Gesù Bambino (di Lisieux), carmelitana, dottore della Chiesa.

Liturgia delle Ore e inni per la festa di Santa “Teresina”:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,57-62)

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Il Vangelo di oggi sembra offrirci un esempio di ciò che ora chiamiamo “pastorale vocazionale”. Matteo raccoglie in un’unica pagina tre incontri, probabilmente avvenuti in momenti diversi, ma accomunati da un unico esito: nessuna delle tre persone che si avvicinano a Gesù diventa suo discepolo. Zero su tre: una percentuale apparentemente fallimentare. Ognuno, per ragioni diverse, si rivela impreparato. C’è chi cercava un rifugio sicuro, quasi una “sacrestia” dove proteggersi, chi era troppo legato al passato, e chi non aveva la perseveranza necessaria per portare a compimento l’opera iniziata.

La vocazione è un’opera d’arte, concepita dall’Autore stesso, ispirata dallo Spirito Santo. Ma quanti ostacoli, interiori ed esterni, rischiano di interromperla, lasciandola incompiuta… Amare la propria vocazione significa non permettere che ciò accada.

Se Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo – la “piccola Teresa” di Lisieux che oggi la Chiesa intera ricorda e che noi Carmelitani celebriamo solennemente – si fosse arresa ai primi ostacoli, non sarebbe mai entrata monastero a soli 15 anni. Eppure la vediamo, nell’inverno del 1887, affrontare un viaggio dalla Francia fino a Roma per chiedere personalmente a Papa Leone XIII il permesso di entrare nel Carmelo. Il Santo Padre, con prudenza, le rispose che doveva obbedire ai superiori, aggiungendo anche: “Andiamo… Andiamo… Entrerai, a Dio piacendo!”. Teresa non si scoraggiò. Se avesse reagito come i tre interlocutori del Vangelo, che non accolsero l’invito di Gesù, probabilmente oggi il nome di Thérèse Françoise Marie Martin sarebbe caduto nell’anonimato, come “quel tale” di cui il Vangelo non conserva neppure il nome.

Amare la propria vocazione significa viverla ogni giorno, abbracciando la propria identità, con fedeltà concreta e perseverante, difendendola a volte dagli attacchi di una società che non riconosce o non sostiene i valori in cui crediamo. Ma Dio è fedele alla sua opera. Questa certezza ci incoraggia a vivere ogni giorno con fiducia, là dove Gesù ci ha posti.

A Santa Teresina, che promise di passare il suo cielo “a fare del bene sulla terra, facendo scendere una pioggia di rose”, chiediamo di rafforzare la nostra fede e di alimentare la nostra speranza.

Preghiamo.
O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli,
fa’ che seguiamo con fiducia la via tracciata
da santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo,
perché, per sua intercessione, ci sia rivelata la tua gloria eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti.

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