di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 ottobre 2025.
28ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Ogni giorno il Vangelo si applica a chi lo ascolta senza sconti! Se anche tu oggi lo hai letto o sentito, allora è per tee per me! Oggi siamo noi la generazione malvagia che cerca segni, che vuole provare per credere. Possibile? Credo di sì! Sotto sotto un piccolo segno concreto da Gesù ce lo aspettiamo tutti come un diritto per tutto quello che stiamo facendo…eppure “sia fatta la tua e non la mia volontà!”. Gesù cita alcuni episodi che testimoniano la volontà di credere, di fidarsi e di affidarsi a chi è inviato da Dio e invece noi che abbiamo l’Inviato per eccellenza, Gesù, facciamo fatica a convertirci. Riconosciamo con gratitudine che stiamo camminando sulle orme che altri hanno già percorso; conosciamo le facilitazioni che ci procura la loro esperienza, i pericoli da evitare e le cose belle a cui ispirare i nostri pensieri e le nostre azioni. Eppure, vorremmo avere il diritto di sbagliare anche noi, di godercela anche noi piuttosto che partire da una buona base di bontà e generosità.
Il Signore lo sa, la nostra umanità ci indirizza a chiedere cose concrete. Ma non le abbiamo già? Pensiamo al segno dell’Eucaristia e della presenza di Gesù nel SS.mo Sacramento: che segno magnifico ed eloquente di quanto Lui ci è vicino e ci ama! Perché non partire da questo per illuminare tutta la nostra vita e viverla come un riflesso del dono di Gesù piuttosto che chiedere altro come se questo fosse poco? Quello che chiediamo, è lecito, ma non deve essere un mettere alla prova l’amore di Gesù: le prove le abbiamo già!
La richiesta la fa chi è povero e chiede a chi è ricco e tutto può un aiuto in situazioni molto umane (lavoro, salute, serenità) ma non fine a se stesse ma che il benessere fisico e spirituale possa contribuire alla fede che abbiamo per aumentarla, migliorarla e purificarla.
Preghiamo.
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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