di fra Giancarlo Cencio
– Comunità di Savona –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 ottobre 2025.
29ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Il problema non sta in Dio, che è un giudice giusto, ma in noi stessi. La preghiera ha molte sfaccettature e può manifestarsi in diversi modi, come sappiamo bene: preghiera di lode, di ringraziamento, di intercessione… ma anche preghiera di richiesta. E questa, purtroppo, è diventata spesso la forma più dominante. Molte persone pensano che pregare significhi principalmente insistere con Dio per ottenere una grazia. Tuttavia, questa visione è troppo limitata. È riduttiva perché rischia di dipingere Dio come un potente da convincere, un superiore irragionevole da persuadere, o un despota da corrompere. Anzi, più spesso dietro la richiesta si nasconde una fuga dalla realtà o una mancanza di responsabilità. Quante volte chiediamo a Dio cose che potremmo fare da noi! Quante altre volte la preghiera di domanda è solo un modo per evitare di affrontare le nostre responsabilità o per nascondere una pigrizia mentale e una sfiducia nelle nostre capacità!
La parabola di oggi si concentra poi sull’ultima domanda che Gesù rivolge al suo pubblico: “Quando tornerò, troverò ancora la fede?” È proprio la fede che spinge la vedova a insistere ogni giorno per ottenere giustizia dal giudice ingiusto. Quindi, preghiamo con costanza, confidando che Dio ci darà ciò che è nel suo piano per il nostro bene, se lo ritiene opportuno.
Preghiamo.
Accresci in noi, o Dio,
il dono della fede, e il senso della giustizia,
perché sia perfetta la nostra lode
e porti alla tua Chiesa frutti di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.