di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 ottobre 2025.
29ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Oggi, forse più di allora, le eredità sono un problema, e spesso lacerano intere generazioni; per cui ci può stupire l’apparente distacco e la durezza delle parole di Gesù alla persona che, tra la folla, chiede un intervento per dirimere la questione. In realtà, il Signore sa che per le cose materiali ci sono già i tribunali… e, quindi, cerca di far riflettere gli ascoltatori sul vero problema che sta alla base: “fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia”. Quindi, in questo caso Gesù non mette in discussione la giustizia, ma ciò che muove il nostro cuore a ricercarla.
E la parabola, che egli propone alla riflessione degli ascoltatori, punta proprio al cuore del problema: come ci rapportiamo con i beni terreni e con le ricchezze? Ci lasciamo guidare dal loro desiderio e ne diventiamo talmente schiavi da ignorare tutto e tutti?
Come ricordava Benedetto XVI: “La ricchezza, pur essendo in sé un bene, non va considerata un bene assoluto. Soprattutto non assicura la salvezza, anzi potrebbe persino comprometterla seriamente. È saggezza e virtù non attaccare il cuore ai beni di questo mondo, perché tutto passa, tutto può finire bruscamente. Il tesoro vero che dobbiamo ricercare senza sosta per noi cristiani sta nelle ‘cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra del Padre”.
Certo, non è facile, ma l’evidenza delle tensioni e delle chiusure che l’avidità porta sempre con sé, dovrebbero insinuare almeno il dubbio che forse valga la pena guardare altrove per avere serenità e sicurezza durature. E Cristo è proprio lì a tenderci la mano e a offrirsi a noi in tal senso, perché, come diceva Benedetto XVI ai giovani: “Cristo non toglie nulla, ma dona tutto”.
Una buona e santa giornata a tutti!
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