di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 ottobre 2025.
29ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
L’invito di Gesù a essere pronti, a vegliare, risuona molte volte nei Vangeli, assieme al pressante invito alla conversione. Il Signore desidera che siamo sempre più liberi e perciò meno schiavi della nostra pigrizia o meno in balia dello scoraggiamento, che ci fa desistere dalla ricerca del vero, del buono e del bello.
In altre parole il nostro Dio, Trinità Santissima, desidera la nostra felicità, la nostra esistenza vissuta con Lui in pienezza. La parabola con cui Gesù spiega a Pietro l’importanza della vigilanza, dell’essere sempre pronti all’incontro con il Padrone di casa, illustra la responsabilità di un servizio: la cura e la custodia di un compito, di un ufficio, di persone particolari.
In pratica si tratta della responsabilità della propria vocazione, della chiamata unica e irripetibile di essere agenti di bene e di gioia nella situazione in cui viviamo. Viene lodato il servo che si prende cura, che con vigilanza risponde al suo ruolo con impegno e generosità. Il biasimo colpisce chi si fa padrone del proprio ruolo, approfittandosi della situazione per il proprio comodo. Con Santa Teresa di Gesù serviamo il Signore, le persone e le Sue opere, nella gioia e con entusiasmo.
Preghiamo.
Padre Onnipotente, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che ascoltando la tua Parola camminiamo nella luce
fino a giungere alla beatitudine della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi dal Santuario Gesù Bambino di Arenzano.
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