di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 ottobre 2025.
29ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12, 49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Il capitolo 12 del Vangelo di Luca è pieno di insegnamenti brevi e incisivi, a volte anche un po’ misteriosi, come nel brano di oggi. Tutto il testo è incentrato su tre parole: fuoco, battesimo, divisione… ma non è così immediato capire cosa significano questi termini.
In particolare nella terza parte, la più sviluppata, Gesù arriva a dire: “Non sono venuto a portare la pace, ma la divisione”. Eppure in altre parti del Vangelo dice: “Sono venuto perché abbiano la vita in abbondanza” (Gv 10,10) e prega “perché siano una cosa sola” come lui e il Padre (Gv 17,20). Capiamo quindi che la divisione non è direttamente voluta da Gesù, ma è una conseguenza – purtroppo frequente – della sua azione; o meglio, in altre parole, è la reazione degli uomini che chiudono il cuore di fronte all’opera di Dio.
C’è una espressione simile nell’Antico Testamento. Quando si dice che “Il Signore rese ostinato il cuore del faraone”, possiamo intendere meglio “l’agire del Signore rese duro il suo cuore”. Il Signore compie la sua opera di liberazione e salvezza, ma purtroppo la reazione dell’uomo può essere quella di indurire il cuore.
Così ci è più chiaro l’avvertimento di Gesù: lui annuncia la vita piena, la vera liberazione dell’uomo dal peccato e l’inizio del regno di Dio… ma non tutti accolgono la sua parola, e di fronte a lui il mondo si divide, si accende la battaglia contro di lui e contro quelli che lo seguono, persino tra amici e familiari, come abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi.
La prima parte è invece tutta intrisa da un senso di preoccupazione e urgenza. Gesù parla di un “fuoco” che lui ha portato e del desiderio che si accenda; parla di un “battesimo” – allusivo della sua Pasqua di morte e risurrezione – e dell’angoscia che lui prova finché non sia tutto compiuto.
Gesù oggi ci vuole scuotere, ci vuole risvegliare e accendere di urgenza per il suo regno. La parola di Dio e la fede cristiana sono un fuoco. E noi? La nostra vita “brucia” per lui o è tiepida?
Il cammino dietro a Gesù è nel segno della Pasqua, del mistero della sofferenza e della vita vera che va oltre la vita terrena. E noi, siamo pronti, attivi nel giocarci tutta la vita per lui?
La scelta di stare dalla parte di Gesù porta divisione. E noi, siamo disposti a sopportare la separazione, l’ostilità, la derisione per amore suo?
Chiediamo oggi al Signore il dono della conversione, il dono di essere coraggiosi nella scelta di accoglierlo, amarlo e seguirlo. E il frutto della conversione non sarà amaro, ma il frutto dolce che è la gioia del Vangelo, il gusto del regno di Dio che inizia in noi già in questa vita.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
e di servirti con cuore sincero.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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