di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 ottobre 2025.
30ª settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria Teresa di San Giuseppe (Tauscher).
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1-6)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Gesù si è attirato la fama di “mangione e beone”. In effetti, lo troviamo spesso in contesti conviviali, dove accetta l’omaggio dell’anonima peccatrice, si intrattiene affabilmente con Marta, Maria e Lazzaro, accetta inviti dai farisei, ma non disdegna di mangiare con pubblicani e peccatori, descrive il regno come un banchetto, muta l’acqua in vino alle nozze di Cana, sceglie l’ultima cena e i simboli del pane e del vino per lasciarci il memoriale della sua Pasqua. Risorto, mangia con gli apostoli e con i discepoli di Emmaus… L’elenco potrebbe continuare…
Qui invece sono centrali due temi la cui rilevanza non è evidente a una prima lettura. Il primo è il tema del silenzio: silenzio dei farisei che stanno a osservarlo. Silenzio dei dottori della legge alla domanda retorica: «è lecito o no guarire di sabato?». Gesù li interpella personalmente, ma essi tacciono. E anche di fronte alla nuova provocazione: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?», non possono rispondere nulla a queste parole. Silenzio colpevole di chi trama contro qualcuno, silenzio imbarazzato di chi si sente scoperto, smascherato… silenzio ostinato di chi si rifugia sempre più in un cantuccio, covando desideri di vendetta. Nell’oscurità di questo silenzio, Gesù è la Parola luminosa dell’Amore che lo spinge a voler bene, a volere il bene di ogni persona, la Parola efficace, che libera e guarisce. L’idropico, ridotto dall’accumulo di liquidi stagnanti a una massa di edemi e gonfiori, è forse simbolo dei farisei, gonfi di orgoglio, che mormorano interiormente, simili a quei padri che mormorarono nel deserto, mentre tutti bevevano da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo (cfr. 1Cor 10,4).
Una seconda espressione è centrale nel brano: il verbo tirar fuori, estrarre, cavare. Gesù stesso la ricollega alla guarigione dell’idropico e alla contraddizione di chi è disposto ad aggirare il precetto sabbatico per tirar fuori dal pozzo il figlio o il bue che vi sono caduti. «Lo prese per mano, lo guarì e lo congedò”… Luca sembra suggerirci che Gesù tirò fuori dal proprio cuore ogni remora sui rischi che correva: è un martire, un testimone disposto a dare la vita per amore, se occorre)… Tirò fuori anche i liquidi infetti dal corpo dell’idropico: è il medico, venuto non per i sani, ma per i malati… Congedò, cioè tirò fuori quell’uomo dalla casa del fariseo, da quell’ambiente spiritualmente malsano; è come una levatrice che tira fuori dal grembo materno l’uomo nuovo, che inizia una vita nuova. Gesù è il Cristo crocifisso che scende negli inferi a prendere per mano Adamo e condurlo alla salvezza.
Non solo: Gesù sa tirar fuori anche dai farisei, chiusi nel loro mutismo, i pensieri nascosti e velenosi, che creano divisioni, invidie, violenza. È lui la Parola di verità, più tagliente di ogni spada a doppio taglio che penetra nell’intimo e discerne sentimenti e pensieri del cuore (cfr. Eb 4,12). Fa male, ma è anche per loro la mano tesa, l’offerta di una salvezza possibile e… a portata di mano.
Preghiamo perché ogni nostra Eucaristia sia vera, origine di conversione del cuore che ci apre a opere di carità.
Preghiamo.
Si compia in noi, o Signore, la realtà significata dai tuoi sacramenti,
perché otteniamo in pienezza ciò che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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