di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, martedì 4 novembre 2025.
31 settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Carlo Borromeo, vescovo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,15-24)
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
L’espressione di uno dei commensali di Gesù “Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!” offre lo
spunto a Gesù di parlare di questo banchetto, che è un’immagine per indicare la partecipazione
finale al regno di Dio, al regno dei cieli o al Paradiso. Regno dei cieli che Gesù stesso è venuto ad
augurare e che ha quindi inizio fin d’ora, per tutti coloro che rispondono all’invito di Gesù, come è
indicato nella parabola raccontata.
“Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.” Tra queste persone invitate, Gesù ne indica
tre, tre persone che purtroppo rifiutano l’invito, adducendo delle scuse o pretesti per rifiutare.
Non si tratta di scuse banali, no, ma questi pretesti, a motivo dei quali rifiutano l’invito, non hanno
lo stesso valore dell’importanza della cena alla quale sono stati invitati, ma il motivo principale è
perché non tengono conto di colui che li invita.
Interpretando questa parabola, sappiamo che colui che invita è lo stesso Signore Gesù, che viene
ad offrire la salvezza a tutti gli uomini, a tutti noi. Da qui la responsabilità di ognuno di noi di
rispondere all’invito, alla chiamata. Tutti noi sappiamo che questo genere di invito è unico, che
colui che ci dona la vita eterna è solo Gesù e che nessun’altra cosa, nessun’altra occupazione deve
impedirci di conseguire il fine ultimo della nostra vita, che è la felicità eterna con Dio. Ciò significa
che non dobbiamo anteporre al Signore neanche le cose importanti della nostra vita, ma tutte
devono essere indirizzate verso questo fine ultimo.
Anche quando celebriamo l’Eucarestia, già viviamo in anticipo di questo banchetto celeste, perché
riceviamo Gesù per goderne in questa vita e poi incontrarci con lui definitivamente nell’altra.
Quindi, siamo tutti invitati alla cena di nozze dell’Agnello.
Preghiamo.
Custodisci nel tuo popolo, o Padre,
lo spirito che animò il vescovo san Carlo,
perché la tua Chiesa si rinnovi incessantemente,
e sempre più conforme al modello evangelico
manifesti al mondo il vero volto del Cristo Signore.
Lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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