di suor Nicoletta Braus
– Carmelitane Teresiane di Torino –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 novembre 2025.
31ª settimana del Tempo Ordinario.
Santa Elisabetta della Trinità, carmelitana.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,9-15)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Oggi mi sembra che possiamo trarre da questa pagina del Vangelo due suggerimenti.
Nel dialogo con i suoi discepoli Gesù loda l’esempio dell’amministratore disonesto perché è stato fedele ad una logica di profitto tipicamente umana. Nessuno di noi è escluso da questo modo di fare: ognuno di noi cerca di trarre profitto dalle situazioni, di guadagnare qualche sicurezza per il proprio futuro. È evidente che da noi non possiamo garantirci una piena felicità, ma Gesù ci fa capire che confidare in Dio per attendere da lui ogni bene non significa stare semplicemente a guardare. Piuttosto occorre imparare a vivere bene e con fede tanti piccoli gesti di fedeltà quotidiana. Dal rifarsi il letto alla mattina al pensare alla spesa che bisogna fare in casa e così via. Questa fedeltà nel poco è garanzia di credibilità e affidabilità per le nostre relazioni e per Dio stesso.
In secondo luogo Gesù ci richiama all’unità interiore, a prendere posizioni chiare nella vita, evitando di vivere una disarmonia dentro noi stessi. Anche Elisabetta della Trinità aveva capito bene questa cosa quando paragona i nostri movimenti interiori al suono di una lira. Basta una corda ad essere dissonante per produrre una stonatura nel suono dell’anima.
Forse, allora, è il caso di provare ad accordare bene tutte le nostre corde interiori sotto il tocco dello Spirito Santo e unificare sotto la sua armonia divina tutto quello che viviamo.
Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che corriamo senza ostacoli verso i beni da te promessi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata e, soprattutto, buona preghiera!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.