Caffè di domenica 9 novembre 2025

di padre Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar, Yolé (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 novembre 2025.

32ª settimana del Tempo Ordinario.
Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,13-22)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Capita spesso di sentire la citazione di questo brano di Vangelo all’interno delle dinamiche della vita quotidiana, in modo particolare quando qualcuno vuole giustificare i propri scatti d’ira, dicendo che anche Gesù si è arrabbiato, scacciando i mercanti dal Tempio di Gerusalemme.

I Dodici – che nella maggior parte dei casi si dimostrano tardi e duri di cuore nel comprendere le azioni e le parole del Maestro – questa volta riescono a intravedere il vero senso di questo gesto particolare. L’evangelista Giovanni spiega che nel vedere Gesù scacciare i commercianti e i cambiavalute, gli apostoli si ricordarono di quando nelle Scritture si parla dello zelo per la casa di Dio. Nel caso del Messia si tratta perciò di zelo, di ardente e affettuosa gelosia più che di rabbia.

Questa parola – zelo – rimanda anche all’episodio veterotestamentario in cui il profeta Elia, in cima al monte Oreb e interrogato da Dio sul perché si trovasse lì, risponde di essere «pieno di zelo per il Signore degli eserciti» (1Re 19,10).

Lo zelo che Elia ha per il Signore lo porta ad essere perseguitato da parte dei nemici di Dio. La stessa cosa accade in maniera ancor più radicale a Gesù, il cui zelo ardente nei confronti del Padre lo porta fino al dono totale di sé sulla croce.

La lampada che arde all’interno della chiesa fatta di mattoni rivela la presenza di Gesù eucaristico: allo stesso modo lo zelo amoroso per Dio arda nei nostri cuori, anche a costo di andare contro corrente rispetto alla mentalità del mondo.

Preghiamo.
O Dio, che hai fatto della tua Chiesa
il segno visibile della Gerusalemme celeste,
per la partecipazione a questo sacramento
trasformaci in tempio vivo della tua grazia,
perché possiamo entrare nella dimora della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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