di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 novembre 2025.
32ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,20-25)
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Gesù è venuto ad annunciare il Regno di Dio e -dalle sue parole- a volte questo sembra presente e vicinissimo e invece altre volte come un appuntamento molto lontano. Forse più che appuntamenti futuri dovremmo svegliarci ogni giorno sapendo che siamo nel Regno di Dio perché Lui c’è e ci chiede di costruirne un pezzetto fatto di carità, fede e speranza che vivremo nello svolgersi degli impegni, nell’incontro con le persone e nel tempo di preghiera che faremo. Dovremmo essere come i pesci nell’acqua o gli uccelli nel cielo o semplicemente essere noi stessi e sentirci a nostro agio mentre viviamo nel nostro ambiente su questa terra che è affidata a noi ma è già Regno di Dio da gustare e da costruire nello stesso tempo. Un artista è contento mentre crea, così dovremmo essere noi mentre viviamo collaborando a questo regno che tutte le volte che recitiamo il Padre nostro puntualmente invochiamo: “Venga il tuo regno”.
L’antica “Lettera a Diogneto” ci dice che per i cristiani “ogni terra straniera è per loro patria, e ogni patria terra straniera”. Questa esprime bene il nostro vivere pienamente la nostra condizione umana ma nello stesso tempo di preparare altrettanto bene la nostra cittadinanza celeste. Da quando nasciamo abbiamo già il passaporto per il Regno di Dio ma il permesso di soggiorno in Paradiso va preparato piano piano negli anni che il Signore ci concede.
Se saremo disorientati sappiamo dove guardare. Se c’è una croce vuol dire che siamo sulla strada giusta. Pensiamo a Gesù, desideriamo Gesù, viviamo meditando la sua parola e vivendo nella carità…quando arriverà saremo pronti al posto giusto nel momento giusto e sarà il suo regno di pace!
Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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