Caffè di sabato 15 novembre 2025

di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 novembre 2025.

32a settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione dei defunti carmelitani.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Gesù ci presenta due figure: un giudice che “non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno” e una vedova persistente. La vedova non aveva potere, non aveva influenze, eppure, con la sua ostinata insistenza, ottiene giustizia da questo giudice.
Sembra essere questo uno dei messaggi importanti che ci vengono consegnati: Se un giudice ingiusto cede all’insistenza, quanto più Dio, che è buono, ascolterà i suoi figli che gridano a Lui giorno e notte? La nostra preghiera non è un tentativo di “convincere” un Dio distante, ma un atto di fiducia profonda nella Sua bontà e nel Suo desiderio di vederci felici. Capita di non vedere subito la risposta ed è in questi frangenti che siamo tentati di scoraggiarci. La parabola ci insegna invece che la preghiera vera è fedeltà costante, un “gridare giorno e notte” che plasma il nostro cuore e ci tiene uniti alla sorgente della Grazia.

Curiosa, infine, la domanda finale di Gesù che è come un pungolo per la nostra coscienza: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Questa non è una domanda sul suo potere, ma sulla nostra costanza. Troverà in noi la fede semplice, testarda e fiduciosa della vedova?
Rinnoviamo oggi la nostra preghiera. Non come un obbligo, ma come un respiro di vita. Siamo chiamati a credere che, anche quando i tempi sono lunghi e le prove pesanti, la nostra perseveranza nella preghiera non è mai vana, perché il nostro Dio è un Dio vicino, che ci ama e sempre ci sostiene.
Affidiamo al Signore le nostre preoccupazioni, i nostri desideri e il nostro cammino di fede, con la stessa fiducia della vedova.

Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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