Caffè di giovedì 20 novembre 2025

di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 novembre 2025.

33ª settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,41-44)

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Il pianto di Gesù su Gerusalemme ci commuove e, come tutto ciò che altera i nostri sentimenti, ci tocca profondamene. Tuttavia, non si tratta di puro sentimento o emozione: Gesù soffre realmente! Come uomo e come Dio, soffre nel vedere chi ama, chiudersi alla grazia e alla gioia di un incontro. Soffre, perché sta per donare la sua vita per quella città e per il mondo intero, eppure sente l’ondata di rifiuto e grettezza che caratterizzerà quel giorno e, nel tempo, l’esistenza di tante persone che preferiranno restare nell’infelicità, nell’ostinazione, nelle scelte sbagliate.

“Se tu avessi compreso quello che porta alla pace!” Queste parole devono risuonare profondamente nella vita di ciascuno di noi, perché non sono solo un fatto storico, un quadretto che riguarda l’antica città di Gerusalemme e l’avverarsi di una profezia. Queste parole riguardano tutti noi ogni volta che, paradossalmente, rinunciano alla pace, offertaci da Gesù, per cercarla altrove… oppure quando ci lasciamo vivere, non prendiamo le nostre responsabilità o ci blocchiamo nella superbia e nell’orgoglio.

Ebbene, anche se è vero che ci sono “punti di non ritorno”, dei confini da cui è difficile fare marcia indietro, cerchiamo di guardare a quel volto misericordioso del Signore, lasciandoci scuotere profondamente e fattivamente da quelle lacrime e da quell’amore sconfinato, che solo può donarci la pace, quella vera. Ricordiamoci, e ricordiamolo a chi è nel buio, che, se Dio non può salvarci “per forza”, tuttavia non smette mai di provarci, in mille modi: è sufficiente aprire uno spiraglio a lui e lui farà il resto.

Preghiamo.
Il tuo aiuto, Signore Dio nostro,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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