di padre Maurice Maikane
– Comunità di Savona –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 novembre 2025.
33ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria della Presentazione della B. V. Maria.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,46-50)
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Cari amici, nel giorno in cui celebriamo la memoria della presentazione della Santissima Vergine Maria, il vangelo ci presenta una scena, che a prima vista ci può disorientare, ma, nella quale, Gesù ci parla della grandezza di sua Madre benedetta. Il più grande elogio che Gesù fa di sua Madre riguarda proprio la fedeltà con la quale ha compiuto i disegni che Dio aveva disposto per lei.
Tuttavia, con questa frase: « Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Gesù con queste domande provoca certamente la folla intorno. E sicuramente fra questi qualcuno nel suo cuore avrà pensato: ma come si permette di sminuire cosi un genitore? Non è una mancanza di rispetto? Non è un disattendere il comandamento “ Onora il padre e la madre? Gesù voleva fare un complimento molto raffinato a sua madre, ci è riuscito in pieno. In pochi lo hanno però capito.
Inoltre, come sappiamo bene “fratelli”, nel vicino Oriente, ma soprattutto nell’ambito africano è il modo usuale di chiamare tutti i parenti stretti. Non erano figli di Maria, la quale, oltre a concepire e dare alla luce, in modo verginale, Gesù, rimase sempre vergine. Di qualcuno di questi parenti, dal Vangelo di Matteo(Cfr. Mt 13, 55), conosciamo il nome: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda. Ma qui, Gesù risponde alla domanda sottolineando che la vera parentela non è quella di sangue, ma quella spirituale con chi fa la volontà di Dio. Gesù fa una trasposizione di relazioni. Cioè passa da una dinamica di relazioni carnali ad una spirituale. I fratelli e sorelle si diventa per lo spirito e non per la relazione di sangue. È una comunità nuova quella che fonda Gesù, diciamo una famiglia nuova. Il metro di misura di questa nuova famiglia è la volontà del Padre. Gesù pone questa domanda per far capire che i legami spirituali di coloro che seguono il Padre Suo sono più importanti dei legami carnali.
Preghiamo.
Nella gloriosa memoria della santissima Vergine Maria
concedi anche a noi, o Signore, per sua intercessione,
di partecipare alla pienezza della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona e felice giornata a tutti.
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