di padre Giustino Zoppi
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 novembre 2025.
34a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,12-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Questa espressione di Gesù ripetuta due volte in questo brevissimo brano, a causa del mio nome, ci fa capire qual è il vero motivo dell’odio dei nemici della Chiesa. Non è l’imperfezione della Chiesa, non sono i suoi errori storici, non sono neppure i suoi peccati quelli che provocano l’odio e la persecuzione e l’ostilità da parte del mondo nei confronti della Chiesa. Ma il vero motivo per cui la Chiesa viene osteggiata, perseguitata e odiata è Lui, Gesù, è perché la Chiesa rende presente Gesù.
E il motivo è chiaro, perché dietro al mondo ci sta colui che odia il Cristo, che è Satana e i suoi angeli, e tutti gli uomini che si assoggettano a Lui. Quindi la Chiesa, se da un lato per carità è una cosa buona che la Chiesa riconosca i suoi errori passati, ne chieda anche perdono, senza esagerare. Però non è questo il motivo per cui viene odiata, perché anche se la Chiesa fosse perfetta, l’odio verso di lei continuerebbe, anzi, dirò di più, sarebbe ancora più profondo, ancora più intenso. Certo una Chiesa santa nei suoi membri sarebbe amata dai suoi amici, sì, senz’altro, come tutti i santi sono amati dai credenti, dai cristiani. Ma sarebbe odiata ancora di più da coloro che non possono vedere che la Chiesa perpetui la presenza di Gesù Cristo nel tempo.
Dunque la preoccupazione della Chiesa non deve essere quella di non ripetere gli errori del passato. Sì, lo deve fare, ma non è quello il punto. La Chiesa deve preoccuparsi di incarnare la presenza di Cristo nel mondo. Deve preoccuparsi di annunciare il Cristo. Deve preoccuparsi di organizzarsi sempre attorno a lui, alla sua persona, attraverso i sacramenti, attraverso la preghiera, anche attraverso la carità. Ma una carità che non è un fare del bene, non è una beneficenza, ma è un’espressione dell’amore di Cristo per i più piccoli, per i poveri e per i più emarginati. E la Chiesa deve accettare di vivere in questa condizione: la persecuzione. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno voi, anche voi. Certo, se voi sarete nel mondo la mia presenza.
Preghiamo.
Dio Onipotente ed Eterno,
che hai voluto ricapitolare tutte le cose
in Cristo, tuo Figlio, Re dell’Universo,
fa’ che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato,
ti serva e ti lodi senza fine.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Un caro saluto a tutti e auguri in particolare ai Carmelitani Scalzi, che dopodomani ricorderanno l’inizio della loro nascita, la riforma del Carmelo con San Giovanni della Croce a Duruelo nel 1568.
E benvenuto all’Avvento che sta per cominciare.
Buona giornata.
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