di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 novembre 2025.
34a settimana del Tempo Ordinario.
Beati Dionisio e Redento, carmelitani.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,34-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
È da qualche settimana che la liturgia, verso la fine dell’anno liturgico, ci richiama all’attenzione agli ultimi tempi, alle ultime cose. Lo faremo anche nelle prossime settimane, con il tempo di avvento che, almeno per il rito romano, inizia domani, mentre gli ambrosiani hanno già iniziato una settimana fa. In questa pagina che abbiamo letto c’è una parola che è molto significativa. Gesù dice: state attenti a voi stessi. Di fronte alle ultime cose, a quello che succederà alla fine della nostra vita, alla fine dei tempi, Gesù richiama un particolare che è proprio questo, stare attenti a noi stessi. Il prepararci, il non appesantirci in dissipazioni, è prima di tutto un bene per noi stessi.
Non è tanto, come sempre per il vangelo, é per la nostra fede, un richiamo etico, morale e così, ma è proprio la bellezza dell’annuncio di Gesù. Vivere il vangelo è la nostra liberazione, è la liberazione di tutti noi stessi. I santi sono le persone più complete, più libere nella loro vita. Gesù ci richiama proprio a questo, ad essere attenti a non appesantirci in tante cose. Appesantirci sappiamo bene come si fa in fretta a farlo, non solo come peso, ma soprattutto nelle varie cose. Piano piano ci accorgiamo che ci sono cose che diventano troppo importanti, pesano troppo nella nostra vita, cose cui possiamo fare facilmente a meno.
L’altro richiamo di Gesù è quello che succederà, non ci deve cadere addosso all’improvviso. È vero, succederà, lo vediamo continuamente, sono tante le persone che muoiono improvvisamente, ma che succeda improvvisamente o meno la cosa importante è che noi siamo pronti e attenti. Non è una questione di paura, quanto il vivere la nostra vita con fiducia. Fiducia perché il Signore ci ama ed è l’unica cosa che conta nella nostra vita, al di là della salute e della vita stessa.
È per questo che Gesù dice vegliate in ogni momento pregando. Pregare qui non è tanto recitare delle preghiere o partecipare a qualcosa, ma vivere con profondità e con attenzione la presenza di Dio nella nostra vita.
Preghiamo
Signore, sei il nostro padre e con fiducia ti preghiamo, aiutaci a credere e vivere ogni giorno la fiducia nel tuo amore, nella tua presenza, nella tua misericordia. E’ questo che salva la nostra vita e che ci aiuta a non appesantirci e a non temere quello che succederà perché siamo nelle tue mani e le tue mani sono mani di misericordia, quelle stesse che hai messo sulle mani di quel figliol prodigo che è tornato da te.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Buona giornata a tutti voi!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.