Caffè di sabato 6 dicembre 2025

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, giovedì 6 dicembre 2025.

1ª settimana del Tempo di Avvento.
Memoria di San Nicola, vescovo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,35-38-10,1.6-8)

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Gesù percorre città e villaggi. Insegna, annuncia, guarisce. Non è fermo ad aspettare che le persone arrivino da Lui: è Lui che si mette in cammino, che attraversa le strade, che entra nelle storie, nelle ferite, nella stanchezza della gente. Guarda e vede folle sfinite, disorientate, senza una direzione chiara. E quella stanchezza non gli è indifferente: la prende sul serio.

Siamo all’inizio dell’Avvento. Una parola che significa proprio questo: venuta. Stiamo aspettando qualcuno che viene verso di noi. Eppure questo Vangelo oggi sembra dirci qualcosa di sorprendente: mentre attendiamo il Signore che viene, siamo noi quelli che devono andare. Lui viene… ma ci mette in movimento. Ci affida una missione. Ci rende, in qualche modo, il suo passaggio nel mondo.

La gente, attraverso di noi, può incontrare la sua venuta. Nei gesti di cura, in una parola buona, in una presenza che consola, in una disponibilità che non passa oltre. È così che Gesù continua a camminare oggi: sulle nostre strade, con i nostri passi, attraverso le nostre mani, dentro il nostro tempo.

E oggi la liturgia ci regala anche la memoria di San Nicola, santo del dono, della generosità nascosta, diventato con il tempo il “Babbo Natale” della bontà. Dietro il mito resta una verità luminosa: il bene fatto con gratuità ha una forza enorme. Proprio come dice Gesù: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Avvento allora non è solo conto alla rovescia verso il Natale. È tempo in cui ci lasciamo raggiungere da Colui che viene… e, allo stesso tempo, tempo in cui scopriamo che siamo mandati anche noi. Perché mentre Lui viene nel mondo, lo fa anche passando da me, da te, dalla nostra vita concreta, quotidiana, in cammino.

Preghiamo.
Imploriamo umilmente la tua misericordia, o Signore:

per intercessione del santo vescovo Nicola
salvaci da tutti i pericoli,

perché procediamo sicuri sulla via della salvezza.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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