di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 dicembre 2025.
2ª settimana del Tempo di Avvento.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Viviamo oggi in un tempo segnato da profondo smarrimento. Le notizie di guerre e l’insicurezza del domani pesano e ci rendono affaticati e insicuri. Tanti punti di riferimento, sociali e spirituali, sembrano crollare, lasciandoci come navi senza timone e con il cuore pesante. Sentiamo, nel profondo, la fatica di non poter bastare a noi stessi, di non poter controllare il caos del mondo.
Ma proprio in questo disorientamento, risuona potente la voce di Gesù, il Maestro: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Il primo passo per trovare pace non è risolvere tutto, ma andare da Lui. Egli apre le braccia, ci accoglie così come siamo. Non dice: “Impegnatevi di più, risolvete i vostri problemi e poi tornate”. Dice: Venite così come siete, adesso.
E poi ci offre un’immagine misteriosa: “Prendete il mio giogo sopra di voi”. Potrebbe sembrarci strano. Chi è stanco non vuole un giogo, vuole essere liberato da ogni peso! Ma pensiamo a cosa serviva il giogo nei campi antichi: serviva a legare due buoi insieme affinché tirassero l’aratro appaiati. Un bue da solo crollerebbe sotto la fatica; ma in due, la forza si moltiplica e il peso si divide. Ecco la grande rivelazione: il “giogo” di Gesù è la sua compagnia. La nostra fede, i comandamenti, la via del Vangelo non sono pesi aggiunti alla nostra vita per schiacciarci. Sono il “legame” che ci tiene uniti a Lui. Gesù ci sta dicendo: “Smetti di voler tirare il carro della vita da solo. Accetta di legarti a me. Lascia che sia io a portare la parte più pesante del carico. Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”. La leggerezza non è l’assenza di problemi, ma la certezza che non li porteremo mai da soli.
Lasciamoci oggi raggiungere dalla sua dolcezza. Affidiamo a Cristo il nostro smarrimento e accettiamo il suo invito ad essere, finalmente, amati e accolti.
Preghiamo
Dio onnipotente, che ci comandi di preparare la via a Cristo Signore,
donaci, nella tua benevolenza,
di non lasciarci abbattere dalle nostre debolezze,
mentre attendiamo la consolante presenza del medico celeste.
Per Cristo nostro Signore. Amen
A tutti voi auguro una giornata in compagnia di Gesù.
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