Caffè di giovedì 18 dicembre 2025

di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 dicembre 2025.

Tempo di Avvento. Novena di Natale.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)
 
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Oggi la liturgia ci presenta l’annunciazione a Giuseppe. Siccome si è faticato un poco a capire l’atteggiamento di Giuseppe, vi invito a lasciarvi guidare dal bravo esegeta Dufour, che ci chiarisce le cose abbastanza bene. Lo fa leggendo e precisando la traduzione greca di tre parolette. Gar, men ed e. Qui si indicano i due testi delle parole dell’angelo. Primo, Giuseppe, figlio di Davide, non temere, eccetera, eccetera. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Secondo, invece traducendo il Gar greco con il men e il dè in buona armonia, si traduce infatti, certamente, ripeto, infatti, certamente. E si lascia supporre, come tu sai, il bimbo che è nato viene dallo Spirito Santo. Ma tu lo chiamerai Gesù. 

E allora abbiamo due belle novità. Primo, Giuseppe già sapeva, dato quel, certamente. E la seconda, Giuseppe è qui chiamato, ecco la vera vocazione di Giuseppe, a dare il nome, cioè a fare davvero papà legale, papà adottivo e papà d’amore per volontà di Dio. E noi comprendiamo che se sapeva già, glielo aveva fatto sapere con tenerezza solo a Maria. Però Giuseppe era turbato da quello che non sapeva.

Quale era la sua vocazione? E qui l’angelo è venuto a farglielo sapere. Ma tu lo chiamerai Gesù e sarai di lui il padre legale, il padre adottivo e il padre d’amore. Ora è tutto chiaro. E Giuseppe sereno. dell’obbedienza. 

Preghiamo.
Oppressi a lungo sotto il giogo del peccato,
aspettiamo, o Padre, la nostra redenzione;
la nuova nascita del tuo Figlio unigenito
ci liberi dalla schiavitù antica.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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