di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 dicembre 2025.
Tempo di Avvento. Novena di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,46-55)
In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria Santissima è il modello del credente totalmente realizzato, della donna e dell’uomo che vivono in pienezza il loro essere figli di Dio, chiamati alla profonda comunione con il Padre. Anche in questo Vangelo di Luca, il testo del Magnificat, Maria ci dona l’esempio di come siamo chiamati a vivere: magnificando il Signore, lodandolo per il dono inestimabile della vita, la nostra e quella dei nostri cari, in modo particolare. Non è poca cosa questa indicazione, perché tutti siamo tentati di vedere prima e sempre le cose che non vanno, i problemi che nella nostra vita non mancano mai.
Dopo aver camminato verso una regione montuosa, verso l’alto, Maria ci aiuta ad alzare la testa per esultare in Dio e riconoscerlo salvatore. Gesù che viene nel Natale è incaricato di portarci questo Vangelo, questa buona notizia, che siamo chiamati alla salvezza, che possiamo cercarlo e accoglierlo come il “Dio con noi”, l’Emmanuele. Con questa gioia in cuore Maria canta le grandi opere dell’Onnipotente, che lei riconosce nella sua vita di donna e di credente.
Notiamo come questa apertura della mente e del cuore è una “misericordia per quelli che lo temono”, per coloro che lo scelgono come Signore e che lo tengono in grande considerazione, che gli danno peso, che lo trattano con rispetto e onore. Il “timore di Dio” in questo senso non ha niente a che fare con la paura e con il terrore per una presenza e onnipotenza misteriosa, timore invece che assale chi non conosce Gesù e chi si tiene lontano da Lui. Santa Teresa di Gesù, da donna profondamente umana e mistica, ci invita a guardarlo nelle immagini e nella realtà che ci circonda, per scoprire la sua misericordia incarnata che risplende in Gesù Bambino.
Preghiamo.
Padre Onnipotente, che in Maria Santissima, Madre di Dio,
ci doni il modello del credente che ti ringrazia nella gioia,
fa’ che accogliendo il Signore che viene, camminiamo nella luce
fino a giungere alla beatitudine della vita con Te.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi dal Santuario Gesù Bambino di Arenzano.
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