di padre Lionello Giraudo
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 dicembre 2025.
Natale del Signore.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Ecco il Vangelo, il buon annuncio, del Giorno di Natale! Può sembrare strano che non riporti il racconto della nascita di Gesù nei suoi dettagli a cui siamo abituati: la grotta, i pastori, gli angeli, l’asino e il bue… Ma l’Apostolo Giovanni, quello che è stato più vicino al cuore di Gesù, e dunque l’ha conosciuto meglio, vuole farci andare più in profondità dei semplici fatti e circostanze di quella notte, di quei giorni… per comprendere l’enorme importanza e portata di quello che è accaduto!
Quel bambino che è nato quella notte è il Verbo di Dio, Dio stesso che si è incarnato con la sua seconda persona trinitaria, per condividere con noi la nostra vita, tutte le conseguenze del male e pagare, Lui, per i nostri peccati e donarci la Vita Eterna! Quel bambino è il Signore della Gloria che tornerà, come annunciato durante l’avvento, per giudicare i vivi e i morti! In quel bambino c’è tutta la nostra vita, tutta la nostra speranza, c’è l’incontro tra Dio e l’uomo in una sola carne! Il Verbo si è fatto carne! Ma quale carne? In quella di Gesù circa 2000 anni fa… in quella del suo corpo mistico che è la Chiesa, oggi, di cui io, tu, tutti noi battezzati facciamo parte… e in particolare nella mia, nella tua carne, carissimo fratello o sorella che mi ascolti, per condividere ancora oggi il nostro cammino nel mondo, per offrire ancora oggi al Padre un sacrificio puro e gradito, attraverso la mia, la tua carne!
Vivere il Natale vuol dire offrire la nostra umanità a Gesù perché diventi un’umanità aggiunta al suo mistero di amore e di redenzione. Gesù oggi ama attraverso me, te… Gesù oggi salva attraverso la mia, la tua sofferenza… Come Paolo, anche noi, oggi, siamo chiamati a completare quello che manca in noi delle sofferenze di Cristo Gesù, per la salvezza del mondo.
Godiamoci lo spettacolo del presepe, la tenerezza del bambinello appena nato, ma riconosciamo l’altissima dignità di ogni bimba o bimbo che nasce, perché tutti siamo chiamati a fare la nostra parte nel meraviglioso progetto di amore e di vita di Dio Padre! Siamo tutti figli nel Figlio, e il Figlio si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi!
Preghiamo.
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine,
e in modo più mirabile
ci hai rinnovati e redenti,
fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio,
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
A voi tutti, carissimi amici, e ai vostri familiari, Buon Natale con Gesù, vita della nostra vita!
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