a cura delle Suore Carmelitane Teresiane
– Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 gennaio 2026.
Tempo di Natale.
San Pier Tommaso, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,34-44)
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
Quanta abbondanza, per così poco che viene dato! Con Dio sembra proprio che funzioni così: lui ti chiede qualcosa, a te sembra sempre troppo e impossibile, ma se ti fidi e dai quel poco che hai…accade il miracolo.
Il segreto della vita cristiana, secondo me, sta tutto qui: nel dare quel poco che hai, fidandoti di Dio.
E noi, invece, siamo abituati a misurare e calcolare tutto e a spaventarci di fronte alle richieste della vita, che sembrano spesso oltre le nostre possibilità.
Siamo sempre lì a dirci che se vogliamo fare del bene bisogna farlo bene e con tutta la perfezione possibile e, soprattutto, cerchiamo sempre di non fare brutta figura. Con solo cinque pani e due pesci, dove speri di andare? Ci dice la nostra mentalità. Non risolvi la fame nel mondo, non risollevi le sorti di nessuno. Quella folla attorno a Gesù dovrebbe solo tornarsene a casa. Sarebbe più logico se ognuno si procurasse il cibo da sè.
È vero, forse sarebbe più logico. I nostri ragionamenti sono sempre in cerca di soluzioni….umane. Qui, invece, entra in gioco la ragionevolezza della fede: io do quel poco che posso, al resto ci pensi tu, Gesù!
Preghiamo.
O Padre, il tuo Figlio unigenito
si è manifestato nella nostra carne mortale:
concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Per Cristo, nostro Signore. Amen
A tutti voi, una buona giornata!
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