di padre Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar, Yolé (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 gennaio 2026.
Tempo di Natale.
Sant’Andrea Corsini, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,45-52)
[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Nel brano di oggi San Marco descrive una scena abbastanza comune all’interno dei Vangeli: Gesù che soccorre i suoi discepoli che sono in difficoltà in mezzo al mare di Galilea. Questo episodio particolare è preceduto dalla moltiplicazione dei pani: è proprio a seguito di questo miracolo che Gesù costringe i suoi discepoli a precederlo sull’altra riva, a Betsaida. Ad aspettarli vi è una traversata difficile, e a causa del vento essi remano in vano. Nel vederli in difficoltà, Gesù scende dal monte e, invece che soccorrerli, fa per superarli, come se dovesse proseguire il proprio cammino sulle acque. Un atteggiamento apparentemente strano quello del Messia.
Una sera dopo la preghiera di Compieta stavo recitando il Rosario con i ragazzi grandi del nostro Seminario della Yolé. Di solito lo recitiamo camminando lungo il porticato del chiostro. Quella volta mi sembrava bello concludere la recita di fronte alla statua di San Giuseppe che si trova proprio in mezzo al chiostro, e siccome io mi trovavo in fondo alla fila, ho comunicato sottovoce la mia idea al seminarista che camminava di fianco a me, chiedendogli anche di avvisare gli altri. Invece di interrompere la preghiera, lui ha cominciato silenziosamente a sorpassarli uno ad uno e, una volta in testa alla fila, ha indicato a tutti di dirigersi verso il centro del chiostro.
Talvolta Gesù sembra oltrepassarci, non considerare le difficoltà in cui ci troviamo, come nel caso dell’odierno brano evangelico. In realtà così facendo Lui avanza per sbarrarci la strada, per condurci, per risollevarci. Alimentiamo sempre la fiamma della nostra fede nei nostri cuori, anche quando le tempeste della vita sembrano insormontabili, e che la mano ferma del Signore dissipi ogni nostra paura.
Preghiamo.
(Preghiera di San John Henry Newman)
Guidami, o luce benevola, tra le tenebre che mi circondano,
Guidami Tu! La notte è buia e io sono lontano da casa,
Guidami Tu! Sostieni il mio cammino (…).
Amavo far le mie scelte e conoscere il cammino,
ma ora Guidami Tu! (…)
La Tua potenza mi ha benedetto per così lungo tempo,
senza dubbio Essa mi guiderà ancora, attraverso lande e paludi, rocce e torrenti,
fino a quando la notte sarà trascorsa (…).
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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