Caffè di sabato 10 gennaio 2026

di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 gennaio 2026.

Tempo di Natale.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,14-22)

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Gesù entra nella sinagoga di Nazaret. E legge la Parola. E poi dice una frase che cambia tutto: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Quel “oggi” è il cuore del Vangelo. Non domani, quando le cose andranno meglio.

Non ieri, quando avevamo più fede. Oggi. Qui. Nella vita concreta. E’ una parola, quella di Gesù, che parla ai poveri, ai prigionieri, ai ciechi, agli oppressi. Cioè a chi ha il coraggio di riconoscere di aver bisogno, concretamente a ognuno di noi.

Eppure, subito dopo, il Vangelo ci dice che tutti erano pieni di ammirazione… ma anche di domande. Perché Gesù disturba: non resta sul pulpito. Vuole entrare nella vita reale. Anche oggi rischiamo di ascoltare questa Parola come una bella lettura, senza lasciarla compiere in noi. Ricordiamoci che il cristianesimo è Dio che agisce oggi, se gli lasciamo spazio.

La domanda allora è semplice e diretta: dove ha bisogno di compiersi oggi questa Parola nella mia vita? In una ferita? In una stanchezza? In una responsabilità che pesa? Se apriamo anche solo una fessura, Cristo entra. E l’“oggi” di Dio diventa il nostro. Questo è il Vangelo: una vita da accogliere; Gesù salvatore che vuole entrare nella vita di ciascuno di noi, dell’umanità intera.

Preghiamo.
O Padre, che nel tuo Figlio
hai fatto sorgere su tutti i popoli la luce eterna,
concedi a noi di riconoscere la gloria del redentore,
perché, illuminati dalla sua presenza,
giungiamo al giorno che non tramonta.
Per Cristo nostro Signore. Amen

A tutti voi auguro una giornata vissuta alla presenza di Dio

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