di fra Giancarlo Cencio
– Comunità di Savona –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 gennaio 2026.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,18-22)
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Non è più tempo di digiuno. Non come una volta, ai giorni in cui i discepoli del Battista si radunavano nei deserti, vestiti di ruvida tela e si nutrivano di locuste e miele selvatico. Quei giorni appartenevano a un’altra stagione dello spirito, un tempo in cui si attendeva, in cui ci si preparava alla venuta del messia. Ma ora… lo Sposo è arrivato. Gesù alza lo sguardo sull’uditorio; la sua voce è mite ma ferma, come una brezza che annuncia la tempesta: «Lo Sposo è con voi», dice. E in queste parole c’è la rottura, il nuovo, il compimento. Giovanni, il profeta, ha camminato davanti a Lui, come voce che grida nel deserto. Ha vissuto la penitenza, l’ascesi, il silenzio della preparazione. Ma ora, il tempo del deserto è finito.
E’ giunto il tempo delle nozze.
E alle nozze non si digiuna. Si canta, si danza, si ride. Si fa festa, perché lo Sposo è in mezzo al suo popolo. Non c’è assenza, ma Presenza. Non c’è attesa, ma compimento. Digiunare ora, sarebbe come chiudere gli occhi davanti a un’alba. Un gesto cieco, stonato, fuori tempo. Non possiamo continuare a versare il vino nuovo in otri vecchi! Il messaggio che Gesù annuncia è un’esplosione, una rottura, una nascita. E come ogni cosa che nasce, ha bisogno di spazio, di aria, di libertà. I vecchi modelli non bastano più: si sbriciolano tra le dita come sabbia.
Oggi lo Sposo è con noi. E allora, facciamo festa nel cuore. Non una festa fatta di rumore o apparenze, ma quella gioia profonda che nasce dall’incontro con l’Inatteso, con l’Irriducibile. Con l’Inaudito di Dio. Accogliamo lo Sposo. E lasciamoci cambiare. Lasciamo che la nostra vita racconti la Sua novità. Perché chi lo incontra davvero, non può restare lo stesso.
Preghiamo,
O Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti,
riempi della tua gloria il mondo intero
e rivelati a tutti i popoli nello splendore della tua verità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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