di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 gennaio 2026.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,23-28)
In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».
Nel Vangelo si ha spesso l’impressione che gli oppositori di Gesù lo seguano di nascosto, pronti a intervenire quando si presenta una situazione favorevole a incriminarlo.
Probabilmente, si tratta di discussioni affrontare con Gesù in altre sedi dopo aver ricevuto informazioni da qualcuno, ma sta di fatto che ci sono tante persone che – urtate dalla sua figura, dalle parole o dai segni di Gesù – non perdono l’occasione per riprenderlo o accusarlo.
In questo brano, infatti, vediamo da una parte i discepoli che serenamente e forse ingenuamente compiono un gesto non consentito in giorno di sabato, dall’altra parte abbiamo lo sguardo indagatore e accusatore dei farisei. Così mentre i discepoli si sentono sereni sotto lo sguardo amorevole di Gesù e si concedono questa licenza, i farisei preferiscono controllare con sguardo vigile tutto ciò che devia anche solo leggermente dalle norme.
Il discorso di Gesù non è per giustificare o difendere i suoi, ma per far riflettere sull’importanza della libertà: non una libertà intesa come “fare tutto ciò che si vuole”, ma una libertà che ci consente di guardare le cose e le persone senza invidia, senza giudizio, senza doppi fini… dunque, con lo sguardo di Cristo stesso: egli è il signore del sabato e i nostri sguardi devono essere fissati in lui per divenire liberi, puri e colmi di carità. Per questo è necessario che ogni tanto ci fermiamo a pensare da cosa è guidato il nostro sguardo sulle cose e, soprattutto, sulle persone.
Preghiamo,
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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