Caffè di venerdì 23 gennaio 2026

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 gennaio 2026.

2a settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,13-19)

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Abbiamo ascoltato nel Vangelo la chiamata degli apostoli. Oltre al verbo “chiamare” ce n’è un altro, bello e importante, che l’evangelista ripete due volte. Gesù non solo chiamò, ma “costituì” i dodici. Costituire è un verbo forte, indica un’azione di Gesù che costruisce una cosa nuova, salda e definitiva.
La vocazione e la missione degli apostoli non si fondano sulle loro capacità, su un loro desiderio o una loro idea, né sul successo della loro opera o sullo stato d’animo che avranno tra i momenti belli e quelli più faticosi. Se questo è vero per gli apostoli, ed è vero per i loro successori, i vescovi e i sacerdoti, vale anche per tutti noi cristiani, che crediamo nella vita come una vocazione donata da Dio, e nella sua provvidenza che ci guida e non ci inganna nelle scelte importanti della vita.
Se noi cerchiamo la sua volontà, egli ci “costituisce” nella nostra vocazione e nella nostra missione, nel suo disegno di amore e di bene su di noi.
Ricordiamocelo non solo nei momenti felici, ma anche nei giorni bui della stanchezza, della tentazione, del dubbio. Troppe famiglie, troppi sacerdoti e religiosi finiscono per abbandonare la loro vocazione perché viene meno la fede nell’azione di Gesù che ci “costituisce” per sempre. Non è una parola dura, è una parola di verità che ci indica la direzione giusta e bella della vita.
Il mondo ci dice che l’importante è stare bene, essere felici di quello che si fa, seguire ciò che ci gratifica, ciò che elimina le tensioni e le inquietudini. Per il mondo non contano le promesse del passato, e ogni convinzione può essere ribaltata dalle nuove situazioni.
Ma non per noi. Chiediamo al Signore la grazia di credere sempre nella roccia del suo amore e della sua fedeltà, la grazia di custodirci sempre nella fiducia che la nostra vita si fonda su di lui, e che il luogo dove lui ci vuole è quello dove siamo già, dove siamo stati “costituiti” da lui, che ci aiuta a superare ogni difficoltà e a rimanere saldi nel dono ricevuto.
Oggi preghiamo e offriamo le azioni di questa giornata per chi cerca la propria vocazione, per chi attraversa qualche difficoltà, per chi ha lasciato la sua via, e per chi si sforza di camminare dietro a Gesù nella sua volontà.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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