Caffè di sabato 31 gennaio 2026

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 31 gennaio 2026.

3ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di san Giovanni Bosco, sacerdote.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

“Taci!… Calmati!”. Le minacce di Gesù al vento e al mare suonano come un esorcismo. Le aveva già rivolte, nel capitolo 1, all’indemoniato di Cafarnao, quando alla domanda degli apostoli: Chi è dunque costui? rispondeva lo spirito impuro: Io so chi tu sei: il santo di Dio!… ma conoscere la verità non serve se non si è disposti a seguirla. I demoni gridavano anche: Che vuoi da noi? Sei venuto a rovinarci? e come un’eco risuona ora la domanda dei discepoli: non t’importa che siamo perduti? L’evangelista ci traccia il cammino: sulla barca, simbolo della Chiesa, conoscere Gesù, amarlo e accoglierlo “così com’è”.

La reazione di paura sul mare in tempesta è comprensibile. La paura è sempre la ferita di chi si scopre vulnerabile e teme di perdere le cose a cui tiene di più (persone, beni materiali, affetto e, in ultima istanza, la vita). Sapere che c’è Gesù presente non li esime dalla paura. Anzi, la paura diviene risentimento: non t’importa che siamo perduti? Anche sul Calvario molti diranno: “scenda ora dalla croce perché vediamo e crediamo!”. Anche Marta “rimprovera” Gesù: “non ti importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?”) e, alla morte di Lazzaro: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”. Ma Gesù capovolge la prospettiva: per non essere schiavi delle proprie paure, occorre fidarsi di Dio. E affidarsi a lui. Gesù che dorme sulla barca è “tranquillo e sereno come un bimbo in braccio a sua madre”.

“Taci!… calmati!”. Dapprima Gesù sgrida il vento e le forze del male. Poi però sgrida anche i discepoli, per pacificare il loro cuore in tempesta: Perché avete paura? non avete ancora fede? Nel Battesimo non abbiamo ricevuto uno spirito di timidezza per ricadere nella paura, ma uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». Come già nel paradiso terrestre, Satana tenta di insinuare in noi il dubbio che Dio sia assente, addormentato, nemico, morto, crocifisso…, ma la preghiera nello Spirito ci aiuta a ridestare la fiducia filiale. Accogliamo la sua Parola (“Taci! Calmati!”) come santa Teresa di Gesù Bambino, che scrive: “molti servono Gesù quando egli li consola, ma pochi consentono di tenere compagnia a Gesù che dorme sui flutti, e aggiunge: “Non temere, Signore, che io ti svegli!”. Non troveremo la pace del cuore risvegliando Gesù per piegarlo alle nostre pretese, ma risvegliando la coscienza di essere amati così come siamo, bambini timidi e impauriti, ma figli. Nella barca che è la Chiesa. Con Gesù.

Preghiamo con santa Elisabetta della Trinità.
Aiutami a dimenticarmi completamente,
per fissarmi in Te, immobile e tranquilla,
come se la mia anima fosse già nell’eternità.
Nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da Te, o mio Immutabile,
ma che ogni istante m’immerga sempre più
nella profondità del tuo Mistero.
Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo,
tua dimora prediletta, luogo del tuo riposo.

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Incontri, ritiri, iniziative 2025-2026

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