di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, mercoledì 4 febbraio 2026.
4ª settimana del Tempo Ordinario.
Beato Maria Eugenio, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che ormai si è fatto un nome. La sua fama lo sta accompagnando e lo precede dovunque vada. Gesù è ormai seguito in modo stabile da un gruppo di discepoli. Gesù è il Maestro per eccellenza, non solo un maestro che insegna la Parola di Dio in forma nuova, in forma del tutto personale, ma è anche un maestro che opera prodigi.
Il suo raggio di azione è prima ristretto alla sola Galilea, che è la regione dove si trova la sua stessa patria di Nazaret. Gesù non vuole escludere nessuno e nessun luogo dall’annunzio del suo vangelo di salvezza e dalle sue azioni a favore dei bisognosi, a favore dei malati. Perciò si reca anche al suo paese, a Nazaret. Stranamente qui avviene una reazione strana da parte dei suoi compaesani. Una reazione di incredulità. Dice il vangelo che si scandalizzavano di lui e, come conseguenza, il vangelo ci dice che anche Gesù era scandalizzato dell’incredulità dei suoi compaesani. Essi lo avevano sempre considerato una persona del tutto normale, una persona come loro. Come mai ora è famoso, a differenza di loro?
Questo atteggiamento ci fa riflettere. Quante volte noi stessi consideriamo le persone dalla loro apparenza e non ci diamo la pena di conoscerle meglio. Magari siamo pronti a tranciare dei giudizi in modo frettoloso. La gente di Nazaret si è lasciata passare a fianco Gesù senza profittare di tutto il bene che poteva loro fare. Anche a noi può succedere che lasciamo passare delle occasioni di cui Dio si serve per portarci la sua Parola di salvezza. Dio normalmente non si fa conoscere attraverso persone con capacità straordinarie o con mezzi straordinari. Gesù ci parla nella Chiesa attraverso persone semplici, attraverso gesti apparentemente normali, come lo sono i gesti sacramentali. Ma è lui stesso che ci parla, è lui stesso che agisce. È l’umiltà e la semplicità che ci permettono di riconoscerlo e di accoglierlo per ottenere da lui la salvezza.
Preghiamo.
Infondi in noi, o Padre,
lo Spirito d’intelletto, di verità e di pace,
perché ci sforziamo di conoscere ciò che è a te gradito,
per attuarlo nell’unità e nella concordia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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