di padre Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar, Yolé (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 febbraio 2026.
5a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,53-56)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
Basta soltanto toccare il lembo del mantello di Gesù, e si ottiene salvezza. Questo particolare, su cui pone l’accento l’evangelista Marco all’interno del brano del Vangelo di oggi, ricorda l’episodio della donna che aveva perdite di sangue, e che, toccando soltanto il lembo del mantello di Gesù e grazie alla sua fede, ottiene la guarigione.
Molto probabilmente questo gesto era compiuto abitualmente da parte di coloro che, all’interno della calca della folla, avevano il desiderio di ricevere una grazia da parte del Maestro. Alcuni sono stati guariti, hanno ritrovato la salute, ma una risposta pronunciata frequentemente da Gesù all’occasione di un miracolo è la seguente: «Va’! La tua fede ti ha salvato».
Cristo è vero Dio, e nella sua onnipotenza divina è capace di guarire le ferite, di rimettere in salute, ma tutte queste guarigioni sono in realtà la promessa di un dono più grande che Lui è venuto a portare a tutti: la salvezza.
Non limitiamoci soltanto a toccare il suo mantello per ottenere una grazia, una guarigione o un favore: attacchiamoci a Lui e riconosciamolo come unica fonte della nostra salvezza, come sorgente di vita eterna.
Preghiamo (Sant’Ambrogio)
Misero, afferrato dalle angosce, corro verso la fonte delle tue misericordie, o amante Divinità, o tremenda Grandezza; scappo sotto il tuo mantello per venire subito risanato. Consapevole di non avere parole davanti al tuo giudizio, ti cerco come Salvatore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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